Case, conti correnti, auto, barche: i Prof hanno già tassato tutto

In realtà nel nostro Paese l'imposta sul possesso dei beni di consumo esiste già. A cominciare dall'Imu, quindi il bollo sui titoli e per finire la gabella sul lusso

Case, conti correnti, auto, barche: i Prof hanno già tassato tutto

Patrimoniale sì, patrimoniale no: ma in realtà, una patrimoniale in Italia c'è già, anzi più d'una. Intendiamo le tasse che colpiscono il possesso di un bene e non il reddito del contribuente, perché questo il termine significa: e ci rientrano in pieno l'Imu sulla casa o il bollo sul conto in banca. Non grandi fortune, quindi, ma grandi numeri: perché a pagare questa «patrimoniale silenziosa» sono in molti.
A cominciare dalla tassa numero uno tra quelle che portano il marchio del governo Monti: l'Imu, l'imposta municipale sugli immobili che ha preso il posto dell'Ici, ma mettendoci il carico da 90. Già il fatto che, contrariamente al passato, la nuova imposta grava anche sulla prima casa fa la differenza, in peggio, per buona parte degli italiani. Ma anche per la seconda la stangata è da record: la maggioranza dei sindaci, infatti, ha deciso di aumentare l'aliquota al livello massimo, passando quindi dal già alto 7,6 al 10,6 per mille. Come c'era da aspettarsi, del resto, dato che la norma prevede l'attribuzione allo Stato, in ogni caso, della metà del gettito derivante dall'Imu. Risultato, la tassa sulla seconda casa ha subito aumenti mediamente del 200%, come ben sanno tutti quelli che si stanno preparando a versare il saldo di dicembre. Che si tratti di casa vacanze o di appartamento dato in locazione, non fa differenza. Anzi, stando ai calcoli di Confedilizia, gli aumenti introdotti dalla nuova imposta, rispetto alla vecchia Ici, raggiungerebbero quota 207% per i contratti liberi e addirittura oltre il 2.000% per quelli concordati. Cioè i contratti dedicati alle categorie più deboli, a canone inferiore a quello di mercato, che, in passato, erano favoriti con aliquote Ici minime, o addirittura azzerate, mentre oggi sono inesorabilmente soggetti all'aliquota unica. Così come i fabbricati rurali: la nuova imposta infatti ha cancellato anche l'esenzione Ici che li riguardava.

Un'altra mini-patrimoniale, introdotta dal governo Monti, è il prelievo annuale che colpisce tutti i titolari di conti correnti, conti deposito, deposito titoli o quote di fondi di investimento, qualunque sia l'ammontare dei risparmi. E si va in crescendo: un anno fa, con il decreto salva-Italia, è stata stabilita l'imposta di bollo per i conti correnti e i conti deposito nella misura dello 0,10% annuo, ma comunque mai meno di 34,20 euro; questo infatti è il minimo fissato (unica eccezione i conti correnti con saldo inferiore a 5mila euro), mentre il massimo è a 1.200 euro. Ma solo per quest'anno: perché dal 2013 la tassa sul risparmio aumenterà allo 0,15% e non ci sarà più alcun tetto massimo.

Infine, il bollo auto. Che da tassa di circolazione è diventato, ormai da decenni, tassa sul possesso del veicolo, foss'anche inutilizzato a prendere polvere in garage: e già questo, in un certo senso, ne fa una patrimoniale. Ancor più pesante se l'auto è di grossa cilindrata: l'ormai famigerato «superbollo», in questo caso, aumentato sempre dal decreto salva Italia, è pari a 20 euro ogni chilowatt di potenza superiore ai 185 kw. Una scelta che ha suscitato molte polemiche, in quanto cilindrata e lusso non sono due concetti identici: e a pagare il superbollo sono anche modelli relativamente abbordabili. Qualche sconto è previsto solo per le «veterane»: le auto immatricolate da più di 5, 10 e 15 anni pagano meno, in proporzione all'età, mentre le auto con più di 20 anni godono dell'esenzione. Tassa sul possesso anche per le barche da diporto, purché superiore ai 10 metri e con più di due anni di «anzianità», per agevolare le nuove immatricolazioni. È questa l'ultima versione della tassa - introdotta, come quella sugli aerei privati, dal decreto salva Italia -, che sostituisce quella, fortemente contestata dal settore nautico, sullo stazionamento nelle acque pubbliche, che aveva provocato la fuga dai porti turistici del Paese.

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