Dario Carotenuto, il deputato del Movimento 5 Stelle che ricordiamo forse solo per la sua recente navigazione a bordo della Global Sumud Flotilla, oggi ci regala l’ennesima perla sul caso di Sigfrido Ranucci: “Chissà se i problemi di Sigfrido Ranucci non siano legati anche al fatto di aver dato voce e spazio a queste accuse. Guardate e diffondete questo video”, scrive rilanciando un contenuto che vede protagonista Giorgio Bongiovanni (direttore di AntimafiaDuemila, grandi sostenitori della trattativa Stato mafia). Insomma “ha stato la mafia”. Certo, a Carotenuto va dato il merito di non demordere assolutamente nella strenua difesa del conduttore. Poco importa se il video da lui condiviso non abbia la minima attinenza con le meticolose indagini che sta svolgendo la Procura di Roma. Poco importa se il mandante politico sia stato escluso (era stato Ranucci a indicare un ipotetico pedinamento da parte dei servizi segreti). Così come poco importa, evidentemente, dire agli italiani come stanno le cose. E cioè che la vittima dell’attentato fosse amico intimo, fraterno, del mandante che oggi si trova in carcere e ha confessato. Che Mr Report non si è ancora discostato da Valter Lavitola, dopo oltre un mese dalla perquisizione ricevuta. Poco importa che Ranucci abbia tentato di trovare l’alibi al faccendiere al telefono con lui la notte in cui i carabinieri sono andati a casa sua. Poco importa che ci siano di mezzo magistrati, carabinieri, uomini della scorta che ogni giorno fanno gli straordinari e rinunciano a stare con la propria famiglia per portare a termine il proprio lavoro con serietà e celerità (perché c’è anche chi ha il coraggio di dire che 9 mesi per una simile indagine sono pochi, ignorando totalmente, a quanto pare, i tempi medi di un’inchiesta così complessa).

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