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Quei “santi in paradiso” di Spin Time

C’è un filo rosso che lega la diocesi allo stabile. A garantire per il centro sociale è don Mattia Ferrari

Occupato La sede di Spin Time a Roma, con gli attivisti fuori guidati dal sacerdote

Mai si era vista la Chiesa battersi così tanto per un’occupazione come nella vicenda Spin Time. Lo zelo della diocesi di Roma è comprensibile se si tiene conto del filo rosso che lega il centro sociale caro ai vip di sinistra al Vaticano. Data cardine nella storia dell’immobile in via Santa Croce in Gerusalemme è l’11 maggio 2019, quando la leggenda vuole che l’elemosiniere apostolico Konrad Krajewski si sia calato nella centralina elettrica dello stabile per riattivare corrente ed acqua calda interrotte a causa di una pesante morosità. Un’operazione non solo illegale, ma anche pericolosissima che valse a Krajewski il soprannome di «cardinale elettricista». Per rendere plausibile questa versione si raccontò di un passato da elettricista in Polonia che però lui stesso ha smentito. Che sia stato l’esecutore o meno, resta la responsabilità del gesto e la promessa fatta da Krajewski: l’allora elemosiniere annunciò che da quel momento in poi avrebbe pagato lui le bollette dell’immobile. È andata così? Corrente ed acqua in questi anni non sono mancate anche per le attività abusive che venivano esercitate all’interno di Spin Time. Non risultano attive utenze idriche ed elettriche intestate al comune di Roma o alla proprietà e dal 2021 non c’è più Hera, titolare del contratto all’epoca del blitz. Chi ha avuto modo di entrare nell’immobile dopo l’incendio di fine luglio descrive a IlGiornale «una cabina elettrica senza alcuna manutenzione, un luogo pericolosissimo». Insomma, chi ha visto la situazione sembra sospettare che l’allaccio possa essere ancora quello abusivo. Se invece regolarizzazione c’è stata, ci ha pensato Krajewski a pagare? Lo abbiamo chiesto sia al cardinale sia alla Santa Sede che però non ci hanno risposto. Resta dunque il mistero sulla questione bollette, mentre il sostegno vaticano alla causa dello Spin Time è alla luce del sole. A farsene garante è don Mattia Ferrari, habituè degli studi di Fabio Fazio e divenuto leader dell’occupazione al punto da essere nella delegazione ricevuta in Campidoglio. Stimato da Bergoglio, è stato il prete a portare una serie di incontri per il Giubileo direttamente all’interno dell’immobile occupato. Dopo che a marzo Krajewski è stato rimandato in Polonia, don Ferrari si è subito preoccupato di accreditare lo Spin Time con il suo successore Luis Marín de San Martín. Due mesi dopo ha guidato una delegazione del centro sociale in Vaticano per incontrare il nuovo elemosiniere e discutere di «alcune modalità di collaborazione». Per Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, è «sconfortante vedere la Chiesa proteggere una realtà che le forze dell’ordine hanno definito «il regno dell’illegalità».

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