Ha confessato. A violentare il dodicenne nel parco dell’Arrivore a Torino è stato un ventenne di origini egiziane. Si tratta di una svolta. L’uomo Era stato fermato lunedì sera dalla squadra mobile, che aveva passato al setaccio le immagini delle telecamere. L’egiziano ha poi confermato il racconto del minore.
Il ragazzo, tornato a casa sconvolto venerdì sera, aveva raccontato alla madre quanto accaduto e la donna aveva chiamato la polizia.
La vicenda ha fatto scattare e indignare la politica. Ma ha anche rimesso al centro il tema della sicurezza. Per Fratelli d’Italia il punto è, infatti, il controllo del territorio. Augusta Montaruli e Maurizio Marrone chiedono che il comune aumenti la presenza della polizia locale nei luoghi considerati più esposti, come le zone periferiche. «Continuiamo a chiedere attenzione per le aree della città non controllate, come il parco di strada dell’Arrivore», affermano i due esponenti di FdI. La richiesta è quella di presidiare i parchi e le zone a rischio, non soltanto intervenendo dopo che il reato è stato commesso, ma rafforzando la prevenzione.
Anche la Lega interviene e rilancia la proposta della castrazione chimica per i condannati per reati sessuali. Il partito parla di «un orrore che lascia sgomenti» e ricorda le richieste avanzate negli ultimi anni per arrivare a un tavolo di lavoro sulla materia. Per il partito di Salvini «non c’è più tempo da perdere».
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari richiama invece il confronto sulle misure sanitarie e farmacologiche, compreso il blocco androgenico, per affrontare il tema della recidiva nei casi previsti dalla legge.
Nei giorni scorsi era intervenuto anche Futuro Nazionale, ribadendo la necessità di avere maggiori controlli nei parchi e nei luoghi di aggregazione, e collegando la questione sicurezza ai tema delle politiche migratorie. «Remigrazione e rastrellamenti» sono invece le parole di Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale del movimento di Vannacci. Forzese ha chiesto che vengano applicate «regole chiare e una politica finalmente precisa» su questo tema.
Il capitolo della prevenzione rimane aperto. Dopo avere trovato chi è accusato di violenza la politica continua a interrogarsi su come impedire che un altro episodio possa accadere.
