Vendola manda i super ricchi all'inferno. Il Cav: "Vuoi il comunismo? Vai a Cuba"

Il Cav incalza la sinistra sulle misure economiche. Già pronto il piano del Pdl: abolizione dell'Imu, agevolazioni alle imprese che assumono, riduzione delle tasse e taglio delle spese

Vendola manda i super ricchi all'inferno. Il Cav: "Vuoi il comunismo? Vai a Cuba"

"Io preferirei fare il ministro dell’Economia e dello sviluppo, perchè è lì che si deve operare sulla grande macchina dello Stato". Intervenendo alla trasmissione La telefonata con Maurizio Belpietro, Silvio Berlusconi ha rinnovato la sua intenzione di puntare al dicastero di via XX Settembre per lavorare in prima persona a un piano economico che riesca a rilanciare il sistema Italia, ridare respiro alle imprese e alleviare la pressione fiscale sulle famiglie. A sedere sullo scranno di premier, invece, ci sarà Angelino Alfano, come ribadito dal Cav a Lo spoglio. Non Tremonti, quindi, indicato dalla Lega per una "birichinata": Avendo il 5-6% non hanno nessuna possibilità di indicare il premier. è solo una indicazione pubblicitaria".

Il suo piano il Cavaliere lo ha già ben in mente e su cui vorrebbe confrontarsi con lo sfidante Pierluigi Bersani, candidato premier per il centrosinistra, per dimostrare agli elettori le differenze che dividono i due schieramenti. "Bersani è un prodotto dell’antica nomenclatura del Pci - ha avvertito l'ex premier - dell’antica ideologia comunista hanno l’invidia verso chi è riuscito a farsi una posizione e, quindi, si preparano a colpire con una super tassazione quegli italiani moderati che col loro lavoro hanno messo da parte qualche risparmio".

Dall'abolizioni dell'Imu sulla prima casa alle agevolazioni per le imprese che assumono, dalla riduzione della pressione fiscale al drastico taglio della spesa pubblica. Intervistato da Belpietro, Berlusconi ha spiegato chiaramente ha confermato di "preferire" il ruolo di ministro dell’Economia e dello Sviluppo economico per riuscire a incidere sulla "macchina dello Stato" che ai contribuenti costa davvero troppo, circa 800 miliardi di euro. "C’è la concreta possibilità - ha aggiunto l'ex premier - se vince il centrodestra, di cambiare la Costituzione dando al governo il potere di operare e di ridurre i costi dello Stato". Qualora dovesse vincere il centrodestra alle prossime elezioni politiche, Berlusconi taglierà le spese dello Stato di 80 miliardi, pari al 10% delle attuali uscite. "In un’azienda si riesce a tagliare anche il 30% delle spese - ha spiegato il Cavaliere - in uno Stato è più difficile ma se solo riducessimo i costi del 10% risparmieremo 80 miliardi con cui potremmo ridurre la pressione fiscale di molto".

Nel piano di rilancio che ha in mente Berlusconi, c'è anche l'abolizione dell'Imu sulla prima casa. Un punto fondamentale per il programma del centrodestra. "Per noi la casa è sacra perché è il pilastro sul quale ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro - ha chiarito l'ex presidente del Consiglio - nel 2008 avevamo promesso di abrogare l’Ici e lo facemmo nel primo Consiglio dei ministri". Mentre la sinistra lo accusa di demagogia, il leader del Pdl ha già trovato le risorse per abolire la tassa sulla casa. "Il disegno di legge che abbiamo già predisposto per l’abolizione dell’imu, prevede che i comuni riceveranno i 4 miliardi che non incasseranno direttamente da un fondo del tesoro - ha spiegato Berlusconi a Belpietro - la copertura di spesa sarà garantita da alcuni contenuti aggravi di imposta su beni che non sono di primaria necessità". Tra questi i giochi, le scommesse, i tabacchi e gli alcolici. Per far cassa la sinistra, invece, sta già pensando alla patrimoniale. Bersani l'ha messa nel programma e Vendola ha già "augurato" ai ricchi di andare all'inferno. "Io invece Vendola, lo mando in paradiso, ma in un paradiso comunista, a Cuba o in Corea del Nord - ha replicato Berlusconi - così, forse, capisce cos’è il comunismo...".

Per la successione al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Berlusconi ha già in mente un nome che dovrebbe essere molto stimato dalla sinistra. "Se verrà a noi la maggioranza capace di eleggere il capo dello Stato - ha sottolineato Berlusconi - spero si possa trovare con la sinistra l’accordo in partenza su una persona che possa essere sentita come il presidente di tutti gli italiani". Tuttavia, all’intervistatore di Italia 7 che gli domandava se poteva anticipare il nome, Berlusconi ha risposto, sorridendo, che non avrebbe anticipato nulla.

"C’è una forte preoccupazione da parte di certe autorità nei miei confronti - ha spiegato alla tv fiorentina Italia 7 - mi hanno pregato di non fare discorso nelle piazze". Proprio per spiegare il piano economico che ha in mente, Berlusconi sta chiedendo da giorni il confronto televisivo con Bersani. Un confronto che il Cavaliere vorrebbe tutto improntato sui programmi e sui fatti. "Durante il confronto - ha rivelato - annuncerò il mio programma, che consiste in una riduzione delle tasse, e Bersani annuncerà il suo". In questo modo gli italiani avrebbero gli strumenti adatti per confrontare le due diverse proposte per il rilancio del Paese e decidere a chi dare il proprio voto. "Io sono l’unico baluardo contro la sinistra che, unica in Europa, non si è trasformata in una socialdemocrazia - ha sottolineato Berlusconi - e poi gli italiani sanno che io sono l’unico a mantenere le promesse". Dopo la rimonta del Pdl iniziata grazie alla ottima performance di Berlusconi a Servizio Pubblico, Bersani ha paura e non accetta il confronto.

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