«Basta business sull’immigrazione». Il Consiglio regionale ha approvato una mozione della Lega «per fare piena chiarezza sui presunti certificati medici falsi utilizzati per impedire il trattenimento di immigrati irregolari nei Cpr» dopo l’inchiesta della Procura di Ravenna, con perquisizioni anche a Milano e Varese. Il documento chiede alla Regione di verificare l’eventuale coinvolgimento di professionisti o strutture della sanità lombarda e di «rafforzare controlli e tracciabilità». E raccoglie, come spiega il primo firmatario Emanuele Monti, anche la proposta del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, affinché «alla valutazione clinica dei soggetti destinati ai Cpr si affianchi un atto amministrativo di convalida», anche per definire meglio le responsabilità e «non lasciare interamente sulle spalle dei medici un compito così delicato». Più duro l’affondo del capogruppo della Lega Alessandro Corbetta: «In questi anni sull’immigrazione clandestina abbiamo visto di tutto: truffe, condanne e business sull’accoglienza ai danni dello Stato, mentre Matteo Salvini ha rischiato il carcere per aver difeso i confini ed è stato assolto. Se emergesse che i medici hanno falsificato certificati per impedire le espulsioni, vogliamo tutta la verità». La linea del Carroccio resta sempre la stessa: «Respingimenti, più espulsioni e remigrazione per chi non ha diritto di restare. Basta mangiatoie: chi lucra sull’immigrazione clandestina o aggira la legge per ostacolare i rimpatri deve risponderne». E anche quella di Fratelli d’Italia, che insiste nel chiedere un altro Cpr in Lombardia oltre a via Corelli: «Sono strumento essenziale. Se qualcuno avesse prodotto certificati falsi per impedirne il funzionamento, dovrebbe risponderne. Il rispetto delle valutazioni mediche autentiche e il rispetto delle leggi vadano di pari passo» dice Marco Bestetti. Avs ricorda che i medici perquisiti non sono indagati e chiede di non criminalizzarli: «Ho più volte constatato di persona le condizioni del centro di via Corelli e conosco la difficoltà di garantire diritti e dignità in un contesto del genere - osserva il consigliere Onorio Rosati -. Per questo la mia solidarietà va ai medici che nei Cpr svolgono il proprio dovere. Questi luoghi vanno chiusi».

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