Una volta c’erano gli extracomunitari (irregolari) che andavano accolti e pure a braccia aperte, perché avrebbero pagato le pensioni a noi italiani. Poi anche a sinistra hanno scoperto che i clandestini, in attesa di pagarle, le pensioni cominciavano a rapinarle agli anziani fuori dall’ufficio postale. Ma nonostante tutto i sedicenti progressisti ancora faticano ad ammettere che le Ong, magari tedesche, si mettono d’accordo con i trafficanti per portare in Italia insieme a tanti disperati, dei bei delinquentoni fatti e finiti. O magari brava gente che, non trovando come spera casa e lavoro, delinquente è costretta a diventarlo. Di questi giorni, invece, arriva dagli Usa il contrordine compagni e la notizia che il woke, come diceva il ragionier Fantozzi della Corazzata Potëmkin, è una ca...a pazzesca. Basta abbattere le statue di Cristoforo Colombo, quindi, e i bambini lasciamoli allattare alle donne invece di affidargli agli uomini in nome della crociata contro il patriarcato. Così come rassegnamoci a considerare i rapper nel migliore dei casi portatori di pessimi messaggi, nel peggiore malavitosi della peggior risma. Come ha dimostrato l’arresto di Tony Boy, nella cui casa i poliziotti hanno trovato cocaina, hashish, marijuana, una pistola con matricola abrasa e caricatori di cartucce di diverso calibro. Abbastanza per convincere anche il sindaco Giuseppe Sala che forse non era il caso di convocarli a Palazzo Marino per affidare loro la missione di evangelizzare le periferie e ricondurre nel gregge quelle seconde generazioni così tentate dall’imboccare cattive strade. Era evidentemente una pia illusione, sarebbe forse stato meglio investire qualcosa di più negli oratori e in quei santi preti di periferia che tante generazioni hanno educato con i precetti del Vangelo. E magari qualche bel calcione nel sedere. Sperando che prima o poi tornino anche quelli.

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