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Interni

Chi assolve gli antagonisti

Da Bologna alla Val di Susa il passo è breve. Stavolta nemmeno il pretesto di un morto: basta l’ideologia

No Tav Val di Susa

Gli taliani non sono divisi in due sulla sicurezza. Non esiste una metà del Paese che sogni vetrine sfondate, automobili in fiamme e poliziotti presi a sassate. Esiste una minoranza ideologica che scambia i propri tic per coscienza civile, ed esiste una maggioranza che vede benissimo il vicolo cieco in fondo al quale la sinistra vorrebbe parcheggiare l’Italia.Bologna insegna. Un marocchino muore durante un fermo di polizia. La vedova, parlando da Casablanca, dichiara che è stato «giustiziato». Bestialità: si giustizia con una sentenza, un plotone e una benda sugli occhi, non con un fermo finito in tragedia. Il sindaco Lepore ha preferito invece convocare la piazza. Ammassare una folla eccitata sul confine tra il dolore e l’accusa è come ammassare truppe alla frontiera: è un atto di guerra.Poi arrivano le spranghe e ci si lava le mani: noi volevamo un corteo pacifico. Ponzio Pilato con la fascia tricolore. Da Bologna alla Val di Susa il passo è breve.Stavolta nemmeno il pretesto di un morto: basta l’ideologia. È la stessa pedagogia della piazza: prima si assolve la violenza in nome della causa giusta, poi ci si stupisce che la violenza dilaghi.Se domani votasse il buonsenso ne uscirebbe un bipolarismo imperfetto: non più destra contro sinistra, ma destra contro più destra, Meloni contro Vannacci. Gli altri a fare da pubblico. Non è un auspicio, è una fotografia: quella di un Paese che chiede una cosa sola, poter uscire la sera senza attraversare un campo di battaglia. Ma la storia insegna quanto gli italiani amino farsi del male. Negli anni Settanta, mentre il terrorismo germogliava, il Paese correva ad abbracciare Berlinguer, e il Pci cresceva dichiarandosi estraneo a una violenza che parlava il suo stesso dialetto. È un vizio mentale: si vota a sinistra di padre in figlio pur sapendo che i guai ricadranno sulla gente comune e sui poveri Cristi. Sono loro a pagare la politica migratoria più ipocrita d’Europa: si chiamano i migranti, si spendono fortune per trascinarli fin qui, poi li si scarica nelle stazioni e nelle periferie stremate. I predicatori dell’accoglienza, intanto, rientrano nei loro quartieri protetti.Per questo il rischio esiste. E per questo è incomprensibile la pretesa di sbattere fuori Vannacci dal centrodestra.Lo dico a Forza Italia con un minimo di memoria: Berlusconi amoreggiò con Bossi. Sapeva che i voti degli alleati non si annusano prima di contarli. Vannacci avrà detto frasi discutibili, ma qualcosina nella vita l’ha fatta. Il centrodestra deve restare guidato da Meloni, non diventare vannacciano. Ma le coalizioni intelligenti non espellono i voti: li disciplinano. Infine il mare. Trump conduce la guerra all’Iran con la finezza di chi cattura una mosca a cannonate. Eppure quello sfigato dell’orfano di Khamenei riesce a bloccare Hormuz e, con gli amici yemeniti, il Mar Rosso, sotto il naso del più grande esercito del mondo. Non ci avevano spiegato che i blocchi navali sono impossibili, che il mare non si può chiudere? Si chiude eccome, quando c’è di mezzo il petrolio. Resta spalancato per decreto soltanto il mare degli scafisti.


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