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Il botto dei soliti ignoti, la storia è già farsa

Lavitola voleva fare la dote all’amico più caro, Ranucci sognava Palazzo Chigi, ma il sistema lo ha adottato perché anti-governo

Pezzi dell'automobile di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, e quella di sua figlia, dopo un'esplosione, a Campo Ascolano, frazione di Pomezia (Roma), 17 ottobre 2025. ANSA/EMANUELE VALERI

Del resto Gad Lerner l’aveva spiegato benissimo e del resto è così che l’Italia va avanti da decenni: quando in Italia succede un fattaccio: bomba, bomba carta, bomba in stile mafioso, stile servizi segreti deviati con la massoneria, la Cia, il Mossad, con morti o senza morti talvolta quasi per sbaglio, agisci con calma e metodicamente: prima o poi, come nel miracolo di San Gennaro, che non può fallire senza rossore, il fattaccio preannunciato deve avvenire davvero, alla distanza giusta, commisurata con questo clima politico della destra dipinta come quella che distilla l’odio in gocce di nitroglicerina, poi le fa passare sui due o tre programmi televisivi che contano e poi vedrai che qualcosa succederà. Lo sanno tutti, i servizi nazionali e stranieri, e poi esiste, per tradizione malavitosa e assicurativa, una forma familistica di sponsorizzare il candidato preferito con i mortaretti. Così, come sempre si ricorda, si passa dalla Storia alla farsa.

Lavitola sembra che abbia confessato, forse pianto, ma anche a Ranucci deve essere passato un brivido di commozione, al vedere in concreto fin dove possa arrivare l’amicizia. Allo stato attuale sappiamo che Lavitola voleva fare la dote all’amico più caro: all’impavido Ranucci, il quale si stava giusto chiedendo se non fosse scoccata per lui l’ora delle decisioni irrevocabili e andare alla conquista del Palazzo d’Inverno,

Largo Chigi, numero uno. Ma una farsa è una farsa e tuttavia non si sente bruciato e pensa a un referendum-sondaggio per vedere se può diventare segretario del Pd e puntare davvero al governo. La caccia, mettere alla gogna, esaminare la biancheria sporca e poi esecrare: tel chi, il pericolo fascista, sempre in agguato perché i fascisti c’erano ancora e andavano in giro con bastoni, tirapugni e bombe, ora sono finiti.

Oggi tocca fare da soli dopo aver imparato la tecnica di Licio Gelli (che vendeva materassi alla Romania comunista) e della vecchia P2, in comodato d’uso per tutti finché un giorno fai trovare i dossier a Villa Wanda e salta il banco, i giornali, i servizi segreti. Così è nato l’artigianato familiare, di categoria, di associazione. È un fatto che oggi Repubblica sostenga Ranucci saltando, come osserva Selvaggia Lucarelli, sulla retorica dell’«eroe assediato».

È così che va disegnandosi il caso Ranucci, «The Reporter». Hai capito che bomba era: quella dei soliti ignoti, film da rivisitare perché la bomba, messa in un certo modo e non trascurando le apparenze, nella fantasia collettiva del solo Lavitola, doveva essere un botto propellente alla carriera - un vero surprise party - realizzato per amicizia dal compare Lavitola che ha fatto quel che aveva potuto ed è finito tutto a puttanate. Ma il sistema antico ha adottato Ranucci perché cerca alleanze in Europa per colpire il governo. Ben scavato, vecchia talpa.

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