Elevato dai sinistrorsi a«imperatore» del giornalismo d’inchiesta, facile che l’ego già smisurato di Sigfrido sia lievitato fino a permettersi comportamenti controversi. Specie nei confronti dell’altro sesso. Dell’ultima tegola sulla testa di Ranucci ne dà conto Il Tempo che pubblica una lettera sfogo della giornalista Angela Camuso: una bomba come quella fatta esplodere fuori da casa dal suo migliore amico Valter Lavitola.
La giornalista, nel 2018, bussa alla porta di Report col sogno di un’assunzione o di una collaborazione. I due s’incontrano, la giornalista propone servizi e inchieste ma dall’altra parte riceve vocali, messaggini a base di baci e complimenti estetici. Il presunto re del giornalismo d’inchiesta mischia lavoro e ormoni come se fossero molluschi e crostacei del cacciucco che si scofana al Cefalù con l’amico Valter. Ora che il re inizia ad essere un po’ più nudo, la Camuso trova la forza oggi di ammettere: «Ci rimasi malissimo, di stucco. Te scrissi: “Mi sorprendi”». Ma soprattutto scaglia la freccia che fa centro: «Era più forte di te edegli ideali di cui ti sei fatto testimonial, usurpandoli». Lui minimizza: «All’epoca -dice c’era un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso.E poi le inchieste (interne alla Rai ndr.) sono finite con un’archiviazione». Il centrodestra cavalca l’onda e punta il dito contro la sinistra, silente di fronte all’esempio così lampante di patriarcato. «Non lo denunciai ma qualcosa mi si è spezzato dentro -aggiunge la Camuso -Non è certo la prima volta che qualcuno ci ha provato però io da lui non me l’aspettavo. Per me è un predatore». Ma Sigfrido può. Si sente oltre.
Si sente altro. Si sente eroe (e martire) come Falcone, Borsellino e Piersanti Mattarella. «Perché io so io evoi non siete un c...» ragiona il marchese del grillo della tv di Stato che non nasconde la propria tracotanza, anzi; la mette nero su bianco sul libro autobiografico, La scelta. Lui stesso racconta la tresca con una giovane stagista della tv svizzera, Karoline, peraltro malata, e con un passato graffiato da traumi sessuali. Il re racconta tutto nei minimi particolari di mani, bocche e orgasmi. Ma in quel periodo c’è anche Emilia a frequentare le lenzuola del monarca del giornalismo d’inchiesta.E quando Karoline lo scopre è il putiferio: «Sei una merda!».
La ragazza tradita fugge disperata in strada e, attraversandola, viene travolta e uccisa da un Suv. Il 9marzo 2024, intervistato sull’episodio, Sigfrido commenta il tutto così: «Ma scusa, dopo na vita demmerda che faccio na trombata ma a fai fare?». Sua maestà ridacchia. E tristemente si sbellica pure il suo pubblico. Anche Emilia, insegnante di scuola media, viene pescata in redazione. È una fonte, un’insegnate di scuola media che offre informazioni per un pezzo. Risultato: mani che s’intrecciano e Motel. Anche Emilia fuggirà a gambe levate a causa dei tradimenti ranucciani.
Ma per lui sono medaglie, trofei. Ride compiaciuto anche quando Milena Gabanelli, ottobre 2025, in tv ammette con Geppi Cucciari: «Però, è un gran rubacuori eh...». Sigrido va in brodo di giuggiole.
Un’altra ombra di Ranucci è Laura Cianfoni; è una fonte, ispira servizi contro la Cisl che Report sforna in Rai ma è anche considerata vicina all’imperatore delle inchieste. Oltre ad essere, guarda un po’, molto amica di Valter Lavitola.
Ecco alcune delle «ranuccine», ammaliate, abbagliate, scottate da un re che adesso rischia di perdere il suo scettro per sempre.
