“Serve un cambio di passo”. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario di Forza Italia, lo ha detto chiaramente a margine della presentazione del suo libro “Il coraggio di governare” che si è tenuta oggi a Roma.
“Per esempio l’idea del bollo auto, che era un’idea di Berlusconi, doveva essere una bandiera identitaria di Forza Italia e doveva essere comunicata in modo più moderno. Oppure l’idea di una no tax area per i giovani che ci apra a un elettorato che spesso si sente non rappresentato. Tutto ciò che riguarda le libertà economiche dovrebbero essere bandiere di Forza Italia”, ha aggiunto Occhiuto che alla Mondadori della Galleria Alberto Sordi ha riunito molti big del partito tra cui i ministri Casellati e Zangrillo e numerosi parlamentari azzurri come Mulé, Cattaneo e Lotito oltre ai deputati Mara Carfagna di Noi Moderati e Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico. E ancora: “Sui diritti civili io vorrei un partito e una coalizione di centrodestra che non avesse timore di discutere di questi temi con la stessa apertura mentale con la quale ne discutono i giovani. Anche i temi di libertà sessuale che - ha sottolineato Occhiuto - sono sdoganati nella conversazione pubblica hanno invece da noi qualche timidezza. Questo ci porta a essere visti da molti giovani come una coalizione ingiallita”.
Il governatore della Calabria non ha dubbi: “Forza Italia ha bisogno che tutta la classe dirigente recuperi il metro di Berlusconi” e, quindi, il partito dovrebbe essere “smart, moderno, aperto”. Una Forza Italia più aperta ai liberali e ai riformisti, secondo Occhiuto, potrebbe rendere “più performante il centrodestra”. Poi ha tuonato: “Vedo che ancora a volte forse abbiamo un modo di comunicare troppo antico”. Su Tajani ha detto: “Accade che anche quando dice cose che non dovrebbero dar luogo a polemiche, a volte diventa ingiustamente oggetto di polemica come nel caso della vicenda Regeni. Ma anche questo forse è un tema: se accade questo evidentemente la comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista”. Sul suo ruolo di guida di Forza Italia, invece, ha riconosciuto i suoi meriti “perché sfido chiunque di voi a pensare che non abbia fatto un miracolo a resistere” dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. ‘’Ha resistito dopo la sua morte. Forza Italia è sopravvissuta al suo fondatore e nessuno ci avrebbe scommesso’’’, ha sottolineato Occhiuto. Ora, però, serve uno scatto. ”Forza Italia deve avere il coraggio di recuperare capacità di innovare, aggredire temi che riguardano tutte le libertà, da quelle personali a quelle economiche, se riesce ad assolvere a questo compito”, ha aggiunto Occhiuto secondo cui “il tema non è la leadership ma serve un cambio di passo, una capacità di comunicare in modo moderno”. E ancora: “Il partito che a me piacerebbe è un partito che discute poco e usa metodi più moderni, i congressi andavano bene nella prima Repubblica, oggi serve una capacità di selezionare i dirigenti con metodi più moderni”.
Infine, arriva una stoccata nei confronti di Roberto Vannacci, uscito sconfitto proprio dalle suppletive a Reggio Calabria “Se il centrodestra avesse maggiore consapevolezza delle sua forza, senza inseguire i populismi, credo che il centrodestra potrebbe rivincere le elezioni, governare il paese anche meglio di come lo ha fatto ora” ha assicurato Occhiuto, convinto che non ci si debba alleare con il generale. “Credo si debba votare alla fine naturale della legislatura”, ha detto prima di profetizzare: “Il governo avrebbe in questo modo la possibilità di produrre altre bandiere, altre proposte, capaci di essere riconosciute dagli elettori. Un anno può servirci a questo ma soprattutto a sgonfiare il fenomeno Vannacci che più che un fenomeno politico mi sembra un fenomeno mediatico”. Ai cronisti che gli avevano domandato se pensa alla leadership di FI ha replicato: “Io sono il vice di Tajani, non sono l’anti-Tajani...”. E, poi, ha precisato: “Non ho questa ambizione perché sono stato rieletto da poco presidente della Regione Calabria, ho 4 anni davanti a me e proprio per questo sono libero di poter pensare e dire certe cose sul partito. Senza ambizioni personali”.
Al termine della presentazione, il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha twittato:
“La storia politica e personale di @RobertoOcchiuto è un punto di riferimento per @ForzaItaliaufficiale. Una classe dirigente fatta di esperienza, coraggio e intraprendenza è alla base del successo di ogni movimento politico. Oggi, a Roma, alla presentazione del suo libro abbiamo ripercorso la sua vita e l’esperienza da governatore, tra scelte, sfide e momenti decisivi. È una storia avvincente, che rappresenta un manifesto liberale riformatore sulla scia del pensiero di Silvio Berlusconi”.
