Doveva essere il modello da esportare, l’esempio virtuoso da indicare agli amministratori italiani. Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche, era stato promosso dal generale Roberto Vannacci a campione della sicurezza urbana, una best practice nazionale da replicare nei Comuni. Peccato che ora a bocciarlo senza troppi giri di parole sia Fratelli d’Italia, il primo partito della sua maggioranza.
Una smentita politica difficile da ignorare. E anche piuttosto rumorosa. I meloniani hanno convocato una conferenza stampa per chiedere un “cambio di rotta” immediato contro la mala movida, presentando un pacchetto di interventi urgenti e lasciando intravedere - in caso di mancata risposta - una verifica politica.
Insomma, altro che Comune modello. Il quadro tracciato da FdI è quello di una città alle prese con aggressioni, pestaggi, risse sul lungomare e commercianti sempre più preoccupati. Tutto mentre la sicurezza, almeno nelle intenzioni e nelle dichiarazioni pubbliche, avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello dell’amministrazione.
“Come partito riteniamo importante fare un punto sulla situazione”, ha esordito il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, snocciolando gli episodi di cronaca avvenuti sul lungomare a partire da maggio: “Ci sono state aggressioni sul lungomare Piermanni, un pestaggio, ripetute risse, i commercianti che chiedono di non improvvisare sulla sicurezza”.
Il problema, però, non riguarda soltanto gli ultimi episodi di cronaca. Fratelli d’Italia contesta soprattutto ciò che l’amministrazione non avrebbe fatto nonostante le richieste avanzate da tempo. Già nel 2025 il partito aveva chiesto un rafforzamento dei controlli attraverso nuove telecamere e l’impiego della vigilanza privata. La maggioranza aveva persino stanziato 30 mila euro, rimasti inutilizzati e poi confluiti nell’avanzo di amministrazione. Un dettaglio che pesa, soprattutto considerando che la sicurezza era stata trasformata nella bandiera politica di Ciarapica: “Oggi – riporta Cronache Maceratesi – non è più possibile aspettare. Serve un intervento netto dell’amministrazione nei confronti della mala movida e un cambio di rotta”.
La lista delle richieste è lunga e indica quanto il rapporto di fiducia dentro la maggioranza si sia incrinato. Fratelli d’Italia chiede che il Comune partecipi al bando regionale da 1,8 milioni di euro previsto dal progetto “Marche Sicure”, destinato al potenziamento della videosorveglianza. Ma sul tavolo ci sono anche un’ordinanza immediata per vietare la vendita di alcolici ed energy drink nei distributori automatici, l’impiego di vigilanza privata, telecamere collegate direttamente alle forze dell’ordine in tutti i parchi cittadini e una stazione mobile dei carabinieri sul lungomare durante l’estate.
Il partito propone inoltre l’istituzione di un osservatorio permanente sulla prevenzione e un tavolo stabile tra amministrazione e commercianti, chiamati ormai da mesi a convivere con il degrado e con gli effetti della mala movida. Tutte misure che confluiranno in una mozione urgente da presentare in consiglio comunale.
La tempistica richiesta non lascia spazio a molte interpretazioni: gli interventi dovrebbero arrivare entro la fine dell’estate. Più che un suggerimento, un vero ultimatum politico: “In un’amministrazione fondata sugli equilibri politici – ha concluso Borroni – quando la forza principale della maggioranza chiede una linea politica, ci aspettiamo che venga ascoltata”.
Insomma, il sindaco elevato da Vannacci a simbolo della buona amministrazione sulla sicurezza viene messo con le spalle al muro dal partito più importante della sua stessa coalizione. E quella che doveva essere la vetrina del modello Civitanova si trasforma in una bocciatura pubblica, con tanto di elenco delle promesse rimaste sulla carta. Un’altra grana per il generale.
