Altro show di Riccardo Magi alla Camera, dopo essersi “trasformato” in un fantasma un anno fa, ed essere stato espulso, oggi il segretario di + Europa è stato nuovamente mandato via dall’Aula dopo aver creato una certa bagarre. Tutto è successo durante la discussione sul ddl di riforma della legge elettorale. Magi, che in questo caso è relatore di minoranza, al termine del suo intervento aveva esposto un cartello facsimile di come, a suo dire, sarebbe la nuova scheda elettorale con l'approvazione della riforma del voto. Il cartello oltre a riprodurre un facsimile di una scheda elettorale aveva in basso la scritta “il tuo voto non conta”. È stato poi strappato dallo stesso.
Quando è stato poi il turno del ministro Elisabetta Casellati, Magi ha interrotto più volte la sua esposizione. Il deputato è stato ripetutamente richiamato e invitato a levare i cartelli dalla presidente di turno, Anna Ascari, che davanti all’intemperanza dell’onorevole l’ha prima espulso e poi ha deciso di sospendere la seduta. Che è ripresa dopo pochi minuti ma senza il deputato di + Europa. “La legge elettorale è il centro di gravita permanente della forma di governo. È la norma che converte l'espressione della volontà popolare nella rappresentanza parlamentare”, ha fatto in tempo a dire il ministro prima che Magi la interrompesse, per poi riprendere dopo che la situazione in Aula era tornata alla normalità anche perché, dopo l’espulsione, Magi ha occupato l’emiciclo per una manciata di minuti.
“Io ho il massimo rispetto per il Presidente, per i Vicepresidenti e per gli assistenti parlamentari. Però io credo che questa legge elettorale sia veramente un colpo di Stato elettorale, chiamiamolo colpo di Stato mite, colpo di Stato burocratico, ma un colpo di Stato. Si passa il segno, diciamo, e si accetta che il Parlamento diventi un organo che viene eletto a trascinamento, per trascinamento rispetto al capo. Ed è qualcosa di inaccettabile”, ha detto ai cronisti in Transatlantico una volta uscito dall’Aula. “Ho deciso di lasciare l'aula soltanto perché ho chiesto un incontro con il presidente della Camera e perché temo di essere sospeso proprio durante l'esame della riforma", ha aggiunto l’onorevole.
“Chiediamo a tutte le opposizioni e al Parlamento di fermarli. Da oggi inizia per Più Europa un periodo di mobilitazione dentro e fuori dal Parlamento contro questo schifo che sta trasfigurando la nostra Repubblica”, è l’appello di Magi, non nuovo a crociate di questo tipo.