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Il consigliere musulmano contro i leghisti: "Vanno cacciati come cacciammo Almirante da Genova"

La frase choc dell'esponente del Pd dopo le proposte leghista su Niqab e Burqa. Poi l'offensiva: "L'ultimo che trascinò l'Italia in un mondo al contrario è finito a Piazzale Loreto"

Il consigliere musulmano contro i leghisti: "Vanno cacciati come cacciammo Almirante da Genova"
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Simohamed Kaabour, consigliere comunale del Pd, vorrebbe "cacciare" da Genova gli "eredi" della cultura missina come avvenne nel 1960. Il riferimento è al sesto congresso del Movimento sociale italiano, svoltosi nel capoluogo ligure nel 1960. La sinistra genovese insorse per la presenza degli iscritti al partito di Giorgio Almirante nella città protagonista della Resistenza (ma soltanto dopo l'appoggio del Msi al governo Tambroni, prima nessuno fece storie). Nel corso dei tafferugli che ne seguirono, venne colpito alla testa Ugo Venturini, operaio e militante missino che morì pochi giorni dopo. Kaabour, che guida "Idem network", un correntone di esponenti del Pd principalmente di fede musulmana, ha scritto un lungo post via Instagram, dopo aver partecipato a un dibattito in Consiglio comunale. Sono stati tre Ordini del giorno presentati dalla Lega, guidata dal consigliere Paola Bordilli, a fare infuriare Kaabour e compagni.
In uno, il Carroccio chiedeva la negazione di qualunque autorizzazione qualora a Genova venisse organizzata una manifestazione come l'Ashura milanese, dove le donne vengono tenute separate (o dove vengono "segregate") e dove gli uomini possono autoflagellarsi. Il secondo ordine del giorno ricordava la necessità di un'intesa tra lo Stato e la religione musulmana, mentre il terzo ordine del giorno si soffermava soprattutto sul divieto di indossare niqab o burqua. Genova, città particolare anche per via della centralità del caso di Mohammad Hannoun, dovrebbe insomma rispondere alla Lega come rispose ai missini nel 1960. Questa, insieme alle consuete rimostranze per il presunto dilagare dell'islamofobia, è stata la replica di Kaabour alle proposte leghiste. Ma non è finita.
"Anche nel piccolo del nostro lavoro locale - ha scritto il dem - dobbiamo respingere con fermezza gli attacchi razzisti e islamofobi della destra estrema in Consiglio comunale". Per Kaabour è quanto accaduto a Genova quando la "destra estrema" avrebbe provato a strumentalizzare una mozione "sul crescente clima di xenofobia e razzismo...sostenendo tutto l'esatto contrario del suo contenuto". Il dem parla di "razzismo spregiudicato". Poi l'attacco alla Lega: "Io non accetto il mondo a soqquadro nel quale vorrebbero costringerci a vivere. E ricordo che l'ultimo che trascinò l'Italia in un mondo al contrario è finito a Piazzale Loreto", ha chiosato, a effetto, sempre via Instagram.
Simohamed Kaabour, poche settimane fa, ha riunito proprio a Genova la cosiddetta "corrente musulmana" del Pd, organizzando un'iniziativa alla presenza di decine di eletti nelle istituzioni di fede musulmana. Con lui, in quell'occasione, anche l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando. Poi, a inizio estate, lo sbarco a Roma, con un convegno alla Camera della sua "Idem network". Le "seconde generazioni", quindi, conoscono già i leit motiv della sinistra estremista: la cantilena sul ritorno a Piazzale Loreto è un sempreverde. La novità narrativa, se vogliamo, sta nel ripristino della cacciata dei missini nel '60: quantomeno una dimostrazione di originalità.

“Le minacce di questo consigliere sono di una gravità inaudita", il commento dell'europarlamentare leghista Susanna Ceccardi. "Evocare la cacciata fisica degli avversari politici dimostra un fanatismo incompatibile con la nostra democrazia. Ma la vera colpa è di certa sinistra che pur di raccattare voti nei centri islamici spalanca le porte delle istituzioni a personaggi che non hanno alcun rispetto per la nostra civiltà, per la libertà e per il pluralismo". Ancora: "Il Pd si riempie la bocca di 'diritti' e 'antifascismo', ma poi si allea con l'islam radicale e tollera al suo interno chi usa il linguaggio dell'odio e della censura. Questa non è integrazione, è disintegrazione dei nostri valori democratici. L'estremismo non può sedere nelle nostre istituzioni. I vertici del Pd caccino immediatamente questo consigliere o si renderanno complici di questa deriva intollerante. Noi non ci facciamo intimidire da nessuno.”

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