Restano aperti tutti gli interrogativi sulla vicenda che ha portato alla condanna di Ilaria Salis per aver licenziato in modo illegittimo due assistenti dopo 7 mesi dall’inizio dell’incarico. Il Tribunale di Milano ha stabilito 300mila euro di risarcimento, sentenza contro cui l’europarlamentare di Avs ha fatto appello, convinta di poter «chiarire tutto». Sostiene di aver licenziato i due collaboratori, Francois Gelmetti e Valentina Dadda, perché aveva avuto l’impressione «che volessero far pesare il loro ruolo per influenzare le mie decisioni». Ma le risposte fornite finora da Salis in un’intervista a Repubblica lasciano spazio a ulteriori domande.
L’europarlamentare sostiene di non avere mai saputo della causa intentata contro di lei e di non essersi così potuta difendere. «Abbiamo preparato più di cento pagine per ricostruire in modo completo quel che non ho potuto dire in primo grado. Dopo l’estate ci sarà l’udienza». Ma, presunti difetti di notifica a parte, che tra poco vedremo, viene innanzitutto da chiedersi: 1) Davvero Salis era convinta che i suoi due ex assistenti si sarebbero fatti licenziare in tronco senza reagire?
E veniamo alla causa a sua insaputa. Salis sostiene che in quelle «civili sono le controparti a dover notificare l’avvio del procedimento. Loro hanno scelto di farlo al mio indirizzo di residenza in Italia, ma io spesso sono fuori». 2) Ma alla
data dei licenziamenti lei era o non era residente in via Lomellina a Milano, come risulta dagli atti e dove le è stata notificata la citazione?
L’europarlamentare ha poi spiegato che a carico dei due collaboratori che avevano iniziato a lavorare come co.co.co e partita Iva nell’estate del 2024 ci sarebbero state «gravi inadempienze nel lavoro. Faccio un esempio: per settimane non rispondevano alle mail, nonostante fosse una delle loro principali attività. E alcune mansioni che gli erano affidate non venivano portate a termine come avevamo immaginato. Ho provato più volte a far presenti le criticità, ma col passare del tempo la situazione è diventata sempre più conflittuale. Non ci rivolgevamo più la parola e invece in politica il rapporto fiduciario è fondamentale». Allora ci chiediamo: 3) Quali qualità l’avevano portata a individuare i due come idonei a ricoprire i complessi incarichi affidati loro nella lettera di assunzione? 4) E come è stato possibile che in meno di un anno il «rapporto fiduciario» venisse meno? Anche perché lei stessa ha dichiarato che «li conoscevo da molto, avevano seguito da vicino e per primi la mia vicenda in carcere a Budapest. Ma col tempo quel legame si è logorato fino a spezzarsi. Pensavo non avessero secondi fini e invece ho sempre più avuto l’impressione che volessero far pesare il loro ruolo per influenzare le mie decisioni». 5) Come si è logorato quel legame in pochi mesi con
persone che conosceva da molto tempo? Per il giudice che l’ha condannata i due non erano liberi professionisti come li aveva mascherati Salis ma dipendenti a tempo determinato. 6) E perché allora invece che assumerli a tempo determinato con il contratto standard degli assistenti parlamentari li ha inquadrati come co.co.co e partita Iva? 7) Non ha forse sempre considerato queste forme un paravento per lo sfruttamento del lavoro, come del resto il partito con cui è stata eletta che su questo ne ha fatto una battaglia? Su questa storia lo stesso leader di Avs, Nicola Fratoianni, ha dichiarato di voler attendere l’esito del processo per comprendere la vicenda, ma puntualizzato che il rispetto delle sentenze e dei diritti dei lavoratori è un punto fermo. Infine, i nomi dei collaboratori non compaiono sul sito parlamentare della Salis, a differenza del suo amico Ivan Bonnin. Perché si tratterebbe di «assistenti locali» che non operano a Strasburgo e a Bruxelles ma nel paese d’origine dell’eurodeputato che può destinare a essi fino al 60 per cento dei 30mila euro mensili a sua disposizione per lo staff. 8) Dunque, visto che a pagare gli assistenti è l’Eurocamera, al momento dell’inizio del rapporto di lavoro con i due, Salis ha inoltrato al Parlamento europeo i loro curricula e il loro mansionario?
