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Interni

Controlli a campione, niente caos negli aeroporti

Gli accertamenti a campione davanti ai gate di sbarco vengono approfonditi solo in caso di documentazione irregolare e solo per i soggetti provenienti da Paesi terzi extra Ue

Per salvare Malpensa serve una «zona franca»

Molto rumore per nulla. La sospensione per un mese degli accordi di Schengen sulla libera circolazione di uomini e merci con la Spagna che segue la mattanza degli immigrati, morti a Ceuta e Melilla per aver attraversato illegalmente il confine con l’Europa, non ha avuto alcuna ricaduta sostanziale sugli spostamenti dal Paese iberico, come peraltro già succede in altri Paesi che hanno adottato la stessa misura temporanea, come la Slovenia. «La reintroduzione dei controlli alle frontiere interne a tempo è un meccanismo legittimo», sottolinea il giurista Francesco Luigi Gatta, scettico però rispetto alla «minaccia seria, genuina e attuale per l’ordine pubblico o la sicurezza interna richiesta dalla Corte di giustizia Ue», a suo dire invece «sproporzionata». «Verificare seriamente tutti quelli che scendono dall’aereo creerebbe disagi, rallentamenti e sovraccosti. Facendolo in maniera selettiva, a campione, non cambia quasi nulla dal punto di vista operativo», spiega l’esperto di trasporti Andrea Giuricin.

E in effetti a Malpensa, Linate e Fiumicino (dove si contano fino a 60 voli al giorno dalla Spagna), così come negli altri aeroporti italiani, è così che si è provveduto ad attuare lo stop voluto da Giorgia Meloni. Con «verifiche selettive» della Polizia aeroportuale estesa a tutti i voli in arrivo da Madrid, Barcellona, Malaga, Alicante o Siviglia e la «raccomandazione» ai passeggeri di viaggiare con un documento di identità valido per l’espatrio. Gli accertamenti a campione davanti ai gate di sbarco vengono approfonditi solo in caso di documentazione irregolare e solo per i soggetti provenienti da Paesi terzi extra Ue. Diversamente sarebbe stato un caos, con code e inevitabili ritardi. Un blocco reale avrebbe comportato lo spostamento di tutti i voli provenienti dalla Spagna verso i terminal extra-Schengen, obbligando ogni singolo passeggero al controllo passaporti, come avviene per chi arriva dal Regno Unito, invece per il momento si è scelta una strada più soft, proprio nel primo weekend di agosto, tradizionalmente da bollino nero per chi viaggia. I sindacati di polizia hanno già chiesto «l’invio

immediato di personale in aggregazione a supporto dei valichi», in particolare nelle frontiere «già in estrema sofferenza operativo-strutturale» come gli aeroporti di Bari, Pisa e Bologna. «Questi uffici di polizia di frontiera in condizioni di cronica carenza organica non possono essere lasciati soli ad affrontare questo ulteriore carico operativo», sostiene con durezza la Cgil.

«Non è nulla di grave, È una misura importante ma cautelativa che abbiamo assunto e che potrà essere rivista», ha ricordato l’altra sera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo cui «non viene messa in discussione la libera circolazione dei cittadini europei ma evitare vi siano ingressi di cittadini extra Ue che si avvantaggino della libera circolazione prevista da Schengen».

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