Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 15:29
Il ritratto

Da Aldovrandi e Cucchi alla politica: chi è Fabio Anselmo, l’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir

Dal 1984 segue alcune delle vicende giudiziarie più controverse legate alle morti durante o dopo interventi delle forze dell’ordine. Oggi assiste la famiglia del 42enne morto al Pilastro di Bologna

Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo

Da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi, Fabio Anselmo è uno degli avvocati italiani maggiormente legati ai casi giudiziari riguardanti persone morte durante o dopo un intervento delle forze dell’ordine. Oggi il legale – compagno di Ilaria Cucchi – rappresenta i familiari di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto al Pilastro di Bologna dopo essere stato immobilizzato a terra da due agenti di polizia. Nelle ultime ore alcune sue dichiarazioni contro il governo e le forze dell’ordine hanno sollevato un polverone, alimentando un dibattito già infuocato.

Chi è Fabio Anselmo

Nato a Bologna nel 1957 e avvocato dal 1984, Anselmo ha legato una parte significativa della propria attività professionale ad alcuni dei casi di cronaca giudiziaria più noti degli ultimi decenni. È stato il legale della famiglia di Federico Aldrovandi e ha assistito, tra gli altri, i familiari di Stefano Cucchi, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Michele Ferulli, Dino Budroni, Aldo Bianzino, Riccardo Magherini e Davide Bifolco. Ha tenuto numerose conferenze quale relatore e ha pubblicato due libri: “Federico” (2018) sul calo giudiziario di Aldrovandi e “Il coraggio e l’amore”. Giustizia per Stefano: la nostra battaglia per arrivare alla verità” (2019) insieme a Ilaria Cucchi.

Come evidenziato in precedenza, Anselmo è il compagno di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e oggi senatrice. Il caso Cucchi, insieme a quello di Aldrovandi, ha contribuito a rendere il suo nome particolarmente conosciuto anche al di fuori delle aule giudiziarie, come testimoniato dall’elezione a consigliere comunale a Ferrara, dove recentemente è stato protagonista di uno scontro con il sindaco di Alan Fabbri.

Durante il Consiglio comunale del 27 maggio 2026, mentre l’opposizione chiedeva chiarimenti su un incidente stradale che aveva coinvolto Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini, il sindaco ha lasciato sui banchi della minoranza un vecchio articolo relativo all’arresto, nel 2021, del figlio Vincenzo Anselmo, pizzicato insieme ad altri due amici in possesso di poco più di mezzo kg di hascisc suddiviso in panetti e ovuli. Anselmo ha interpretato il gesto come un’intimidazione collegata alla mozione di sfiducia contro il primo cittadino e ha presentato denuncia.

A proposito della vicenda legata al figlio, all’epoca Anselmo commento così l’arresto: “Esprimo dolore per quello che è successo. Ho sempre protetto la mia famiglia, anche durante vicende drammatiche nel corso della vita mia e dei miei figli. Ho sempre detto che la legge deve essere uguale per tutti e così deve essere anche per mio figlio, al quale sarà garantita la difesa migliore, ma certamente non scorciatoie o qualcosa di simile”. L’avvocato aggiunse: “Sono sicuro, come padre, che questa è una lezione che gli è servita. Con questa vicenda che purtroppo diventa drammatica per il cognome che porta, e questo mi dispiace tanto, sono sicuro che la sua vita cambierà in modo radicale. Mi avrà sempre al suo fianco e sono sicuro che riuscirò a riportarlo sulla retta via. I carabinieri sono stati correttissimi e hanno fatto il loro dovere”.

Tornando al dramma del Pilastro, Anselmo ha richiamato in particolare la vicenda di Magherini, morto a Firenze nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014 dopo essere stato immobilizzato da quattro carabinieri: “La morte di Riccardo Magherini avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Morì a Firenze nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014, immobilizzato da quattro carabinieri, mentre con voce sempre più strozzata chiedeva aiuto e ripeteva che stava morendo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha già condannato l’Italia per quella vicenda. Eppure siamo ancora qui”.

E la morte di Fakir è diventata anche terreno di un durissimo confronto politico. Anselmo ha accusato il governo di avere espresso valutazioni sull’operato degli agenti prima della conclusione degli accertamenti giudiziari: “Questo è diventato un caso di Stato dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così e va bene così”. Accuse choc da parte del legale, secondo il quale le dichiarazioni pronunciate da alcuni rappresentanti dell’esecutivo rischierebbero di interferire con l’attività della magistratura: “È letteralmente grottesco tutto l’impegno che l’autorità giudiziaria e noi stiamo mettendo in questo procedimento, già reso impossibile dallo scudo penale, quando ogni giorno un esponente del governo assolve gli agenti. Non ho mai visto interferenze così pesanti nell’azione giudiziaria”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.