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De Luca sfotte la sinistra: “Lo avete beatificato”

L’ironia del sindaco: “Su Ranucci hanno una doppia morale. Allora facciamolo nominare commendatore”

De Luca

Vincenzo De Luca è tornato a colpire nel segno. E lo ha fatto scegliendo una strada che nel mondo progressista sembra sempre più stretta: quella del buonsenso. Nel mirino del sindaco di Salerno è finito Sigfrido Ranucci, o meglio quella che l’ex governatore della Campania ha definito senza troppi giri di parole la sua «beatificazione» da parte della sinistra, a suo avviso «maestra nell’adozione delle doppie verità e della presunzione di superiorità morale».Senza entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria su Lavitola – accusato di aver organizzato un attentato contro il giornalista –, De Luca ha acceso i riflettori sul piano politico e personale. Il punto è la credibilità di Ranucci dopo quanto emerso sul rapporto con colui che ha definito «un amico fraterno». Da qui una delle consuete raffiche di ironia dell’ex governatore campano, capace di sferzare alleati e avversari senza badare alle appartenenze. «Il mondo cosiddetto progressista, il mondo dei pi pi è impegnato in un processo di beatificazione di Ranucci», l’esordio di De Luca.Poi l’affondo: «Io stesso, io a questo punto mi sento di proporre una raccolta di firme da mandare a Mattarella per la nomina di Ranucci a Commendatore, perlomeno». E ancora: «Sapete nella scala delle gerarchie degli ordini, Commendatore è al di sopra del Cavaliere al merito della Repubblica, Grande Ufficiale, insomma Commendatore. Facciamolo Commendatore». Fino alla stoccata: «Per gli uomini di fede, proponiamolo per la beatificazione».Dietro la provocazione c’è un’accusa precisa. De Luca ha posto l’accento sul doppiopesismo della sinistra, pronta a trasformare Ranucci in un simbolo senza interrogarsi sulle ombre che emergono dalle sue frequentazioni. «Non dico mezza parola sulla vicenda giudiziaria. Ma su una vicenda che riguarda lo stile personale, la credibilità, la coerenza di vita mi sento di dire che Ranucci non ha nessuna credibilità e nessun titolo per aprire bocca, perché non l’ho sentito dire mezza parola di critica nei confronti di un pluripregiudicato come Lavitola, che è ancora in galera», la sua analisi.Il sindaco ha dunque ricordato le dichiarazioni attribuite a Lavitola sulla vicenda dell’attentato: «Viene fuori, per sue dichiarazioni, che ha dato mandato ad un signore di mettere un po’ di esplosivo, di sparare un po’ qualche colpo di fucile sulla finestra. E dice: “Poi ha esagerato, ha messo la bomba, l’ira di Dio”. Ma cose inimmaginabili!». Da qui la domanda: perché di fronte a fatti di questa gravità non è arrivata da Ranucci una presa di distanza netta? «Beh, ci si aspetterebbe che qualcuno dicesse, che Ranucci dicesse: “Prendo le distanze da comportamenti che considero irresponsabili e criminali”. L’unica dichiarazione che io ho sentito fare a Ranucci è che Lavitola è un suo amico fraterno. Bravo! Ranucci! Commendatore, senza dubbi, Commendatore!».La chiusura è affidata al sarcasmo: «Se qualcuno vuole seguirmi, facciamo un’associazione per la nomina di Ranucci a Commendatore della Repubblica». Il sindaco di Salerno, ancora una volta, si è preso la libertà di dire ciò che una parte della sinistra non vuole sentirsi dire.

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