Decadenza, depositato in Giunta il ricorso alla Corte di Strasburgo

Presentato il ricorso alla Corte dei diritti umani. I legali di Berlusconi: "La legge Severino non può essere retroattiva perché introduce sanzioni di tipo penale"

Decadenza, depositato in Giunta il ricorso alla Corte di Strasburgo

È stato depositato alla Giunta per le elezioni del Senato il ricorso a Strasburgo presentato dai legali di Silvio Berlusconi contro la sentenza di condanna a quattro anni per frode fiscale, resa definitiva dalla Cassazione. Secondo gli avvocati del Cavaliere, la legge Severino, norma al vaglio della Giunta per le elezioni del Senato, non può essere applicata in modo retroattivo perché introduce sanzioni di tipo penale.

Facendo riferimento all’articolo 7 della convenzione europea (Cedu), che regola principio di legalità delle sanzioni penali, il documento di 33 pagine spiega che la legge Severino non può valere nel caso della sentenza Mediaset dal momento che l’applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente "è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali". Non solo. Secondo i legali di Berlusconi, che hanno presentato il ricorso alla Corte dei diritti dell’uomo, le norme in tema di incandidabilità e di decadenza del mandato parlamentare violano anche l'articolo 3 che, invece, regola il diritto a libere elezioni. E ancora: nel caso di specie è stato violato anche l’articolo 13 che regola il diritto a un ricorso effettivo. Un articolo, è la tesi degli avvocati, che viene violato in quanto l’ordinamento italiano non prevede alcun rimedio "accessibile ed effettivo" per ricorrere contro l’incompatibilità della legge Severino con la Convenzione europea dei diritti umani. "La disposizione impone agli Stati contraenti l’obbligo di offrire alle persone che sono sottoposte alla sua 'giurisdizione' la possibilità di far valere le proprie doglianze di violazione dei diritti garantiti dalla Cedu e dai suoi protocolli e di ottenere che esse siano esaminate con sufficienti garanzie procedurali e in modo completo da un foro domestico appropriato che offra adeguate garanzie di indipendenza e imparzialità", si legge nel testo che fa riferimento a una luna prassi giurisprudenziale citando, da ultima, la sentenza del 3 settembre scorso "Milen Kostov c. Bulgaria".

Dopo aver inviato il ricorso a Stasburgo, il documento è stato consegnato alla Giunta per le elezioni di Palazzo Madama. "Ascolteremo quello che dirà il relatore...", ha spiegato il presidente Dario Stefàno. A questo punto, però, il ricorso apre nuovi scenari. Il Pdl invita i giustizialisti e i manettari che siedono in parlamento a non correre e di attendere la sentenza della Corte dei diritti umani. "La decisione di ricorrere dovrebbe indurre a più pacate riflessioni quanti, soprattutto nel Pd, hanno fretta di precipitare i tempi nella Giunta del Senato - ha auspicato Osvaldo Napoli - per evitare di far trovare l’Italia nella sgradevole condizione di un Paese che applica leggi magari giudicate non rispettose dei diritti inviolabili della persona, vuoi per il contenuto vuoi per la cattiva interpretazione che di esse può darne un organismo parlamentare". La Giunta di Palazzo Madama si riunirà lunedì prossimo, alle 15, proprio per esaminare il procedimento di decadenza a carico di Berlusconi.