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In largo La Foppa dopo 3 anni va ancora di moda l’“aperi-topo”

La denuncia di FdI: “Aiuole invase, ratti vicino ai tavoli dei locali”

Degrado largo La Foppa

Le prime denunce risalgono addirittura all’estate del 2023. «Dalla Milano da bere all’aperi-topo» titolavano i giornali (anche di centrosinistra) riprendendo le frecciate dei residenti sui social. C’era un’invasione di ratti tra i locali della movida di corso Garibaldi e largo La Foppa. In aria di campagna elettorale, almeno a parole la sinistra si sta ravvedendo. Prima la capogruppo e consiglieri Pd e poi nei giorni scorsi anche il sindaco Beppe Sala hanno ammesso che sulla manutenzione del verde in questi anni «si poteva fare di più» e meglio. «Abbiamo ancora otto mesi davanti» ha aggiunto Sala, per recuperare le carenze. Eppure anche due sere fa la situazione in largo La Foppa era esattamente la stessa. Cespugli alti e decine di «crateri» più che semplici tane, a pochi passi dai tavoli delle pizzerie e dei locali (oltre che dall’uscita della metropolitana). I residenti della zona che conoscono la situazione ormai stanno alla larga per evitare incontri indesiderati.

«In largo La Foppa il Comune ha lasciato morire un’aiuola ed è cresciuta una colonia di ratti lunghi almeno 20/30 centimetri - sottolinea Lorenzo Peruselli, membro del coordinamento FdI del Municipio 1 che domenica sera ha immortalato la situazione con foto e video -. Le tane si possono contare a decine e gli animali girano serenamente tra i passanti». Questa «non è la Milano green che raccontano il sindaco Sala e la sinistra. La manutenzione del verde per Fratelli d’Italia non è solo una questione di decoro ma di salute pubblica. Quando un’aiuola viene dimenticata per mesi è normale che gli arbusti diventino secchi e il rifugio normale per i roditori». Un caso isolato? «I milanesi - afferma Peruselli - possono vedere la stessa situazione in ogni area verde che il Comune non provvede a manutenere per tempo. I residenti pagano le tasse per una città pulita, verde e che funzioni e in cambio ricevono topi sotto i tavoli. Non è l’idea di città e di centro storico che immaginiamo per il futuro».

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