Il ritorno di Alessandro Di Battista in Italia è stato accompagnato dal più stretto riserbo sul suo stato clinico. Se l’ospedale Agostino Gemelli, dove è stato ricoverato l’ex deputato Cinquestelle, non ha rilasciato alcun tipo di comunicazione, l’associazione Schierarsi ha invitato tutti alla massima discrezione.
«Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell’informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità», si legge sui profili social di Schierarsi. «Invitiamo inoltre tutti a mantenere la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale», è la raccomandazione che
arriva dalla sua associazione. «Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora», fanno sapere da Schierarsi’. Un messaggio dello stesso tenore arriva anche da Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione, che su Instagram ringrazia per «la vicinanza e l’affetto genuino di questi giorni», ma chiede di rispettare «la privacy di Alessandro e della sua famiglia». Da Montesilvano, dove è in corso la festa nazionale dei giovani di Forza Italia, Antonio Tajani si è detto contento del ritorno in Italia dell’ex parlamentare M5S, atterrato ieri a Ciampino con un’aeroambulanza partita da Cuba, dopo aver effettuato anche uno scalo in Lussemburgo. «Premesso che non conosco il quadro clinico di Alessandro Di Battista né il motivo
dell’intervento né l’esito dell’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto all’Avana, una cosa me la sento di dire: se ha superato un volo sanitario di circa 12 ore, questo è sicuramente un buon segnale», commenta all’Adnkronos Salute Giulio Maira, neurochirurgo di fama internazionale, già titolare della Cattedra di Neurochirurgia e direttore dell’Istituto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli. Secondo Maira, «il problema non è tanto il tipo di intervento in sé, quanto il trauma che ha subito. Nelle prossime ore sarà sottoposto a una serie di analisi ed esami per valutare il quadro neurologico e confrontarlo con la situazione precedente e successiva all’operazione».
