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Interni

E la Rai studia uno “scivolo” verso la pensione (tra due anni)

I vertici al lavoro per una soluzione. L’ipotesi: Report in onda senza conduttore

Le incognite L'affaire Lavitola ha danneggiato l'intera trasmissione e la Rai sta cercando una soluzione per salvare Report

Il nodo spinosissimo resta uno: come spodestare Ranucci dal suo trono. E «spodestare» non è un termine sbagliato se si attesta che il giornalista considera Report un suo regno, creato a sua immagine e somiglianza, da dove per anni ha dettato (o cercato di dettare) legge nel giornalismo, nelle inchieste giudiziarie o nell’agone politico. Ma una conduzione non è un diritto divino, acquisito per sempre. E i vertici Rai, visto il guazzabuglio incredibile in cui è coinvolto, stanno cercando il modo per sostituirlo con la soluzione più «indolore» possibile. Ma non è così semplice. Posto che lui non ha intenzione di farsi da parte consensualmente, allo stato attuale dell’inchiesta in cui è ritenuto dai magistrati una vittima di Lavitola, non ci sono elementi sufficienti per un licenziamento e lo stesso vale per i risultati dell’indagine del Comitato etico interno su alcuni suoi comportamenti consegnati all’ad Giampaolo Rossi.Quindi l’altra strada è la sospensione dalla guida del programma: bisogna, però, tenere in considerazione che Ranucci è sia conduttore sia capo-autore (in più ha anche la qualifica di vice direttore sezione Approfondimenti). Dunque un semplice cambio di presentatore non avrebbe senso perché il giornalista continuerebbe ad avere la responsabilità della scelta delle inchieste. Anzi, in questo modo, la situazione sarebbe ancora più ingarbugliata. Se si procederà a togliergli totalmente la responsabilità di «Report», in base al contratto, l’azienda dovrà affidargli un compito di pari grado. Altrimenti potrebbe facilmente fare (e vincere) una causa. E, se si trovasse una soluzione adeguata, Ranucci verrebbe «accompagnato» verso la pensione che raggiungerà tra due anni (compie 65 anni il 24 agosto).Dunque, prima di prendere la decisione definitiva, l’ad Rossi si confronterà con le strutture legali dell’azienda e con l’ufficio del personale oltre che con il direttore Approfondimenti Paolo Corsini per la parte editoriale. Quest’ultimo ha anche aperto un confronto con i redattori di Report per avviare un traghettamento consensuale che permetta loro di tornare a lavorare in serenità. Una delle strade allo studio è quella di separare i ruoli di capo-autore e conduttore e affidarli agli inviati di punta Giorgio Mottola, Giulio Valesini o Paolo Mondani. Gli altri nomi in lizza per la conduzione restano Alessio Zucchini del Tg1, Maria Cuffaro del Tg3 e Sabrina Giannini. Altra ipotesi è una trasmissione senza conduttore, ma solo con un collage di servizi. La prossima stagione di Report ricomincerà l’8 novembre, per cui c’è tempo, ma non troppo, per decidere e, magari, aspettare risvolti giudiziari.


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