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“È l’editto Meloni: operazione brutale, autoritaria e fascista”. Opposizioni all’attacco dopo l’uscita di Ranucci da Report

Dal M5s l’attacco più feroce: la senatrice Floridia parla di “vero e proprio golpe” per sollevare il conduttore

Barbara Floridia e Ranucci

Come ampiamente preannunciato da Il Giornale, nella giornata di oggi la Rai ha comunicato il sollevamento di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. La decisione era nell’aria, il vicedirettore di Rai 3 è anche nel mezzo di un approfondimento da parte del Comitato Etico e le indagini in corso sull’attentato subito hanno convinto l’azienda di Stato a compiere questo passo. Ovviamente, Ranucci resterà in azienda con altro incarico, se lo vorrà. Immediata l’alzata di scudi da parte della sinistra, in particolare del M5s, che ha sempre avuto un feeling particolare con l’ex conduttore di Report.

“Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione”, ha dichiarato la senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai, che ha azzardato anche l’esistenza di un supporto “editto Meloni” arrivando a dare una sorta di aut-aut per la maggioranza: “Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie”.

I parlamentari M5s in commissione di Vigilanza Rai hanno rilasciato una nota congiunta accusando apertamente il governo sostenendo che “l’obiettivo di Giorgia Meloni era quello di distruggere Report nell’anno elettorale e lo ha fatto. Più si avvicinavano le elezioni più il progetto si faceva chiaro: annichilire il giornalismo d’inchiesta, quello vero, che indaga chi è al potere. Probabilmente si vergognano loro stessi di quello che hanno fatto visto che hanno impedito agli utenti di commentare la notizia sui social ufficiali della Rai”.

Walter Verini, Capogruppo del Pd in Commissione Antimafia sostiene che “togliere Ranucci da Report significa colpire una trasmissione coraggiosa, spesso urticante - verso tutti - ma indispensabile per il servizio pubblico e la stessa democrazia. Questa destra non sopporta quei controlli, quei pesi e contrappesi e quei contropoteri tipici, come il giornalismo d’inchiesta, di una democrazia liberale”. Il vicedirettore, prosegue l’esponente dem, “ha sbagliato a frequentare un personaggio come Lavitola. Ma i fatti sono che questa frequentazione non ha influenzato mai i contenuti della trasmissione e che ha prodotto un attentato di cui Ranucci è stato vittima. L’impressione, più di una impressione, è che si pratichi una sorta di regolamento di conti e di indebolimento di una trasmissione che deve invece essere difesa e sostenuta”. In una nota congiunta, i deputati e leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni accusano il centrodestra perché, dicono, “la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d’inchiesta libero e indipendente. Non c’è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma. Presutti e Piervincenzi sono due ottimi professionisti e nei loro confronti non c’è alcun pregiudizio. È evidente che la destra ha usato la vicenda dell’attentato per far demolire Report”.

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