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Ecco i trucchi dem sulle ex Case del popolo

A Cesena siglato il patto tra Comune e Legacoop per restaurare a spese dello Stato immobili dell’ex Pci da assegnare ai migranti

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Una mattina, mi son svegliato, e ho trovato il costruttor. Il piano di Legacoop Romagna - convertire le Case del popolo in appartamenti e dormitori per migranti e studenti - si concretizza. E lo storico patrimonio dell’ex Pci può vivere una seconda giovinezza. A Cesena l’amministrazione comunale guidata dal dem Enzo Lattuca ha firmato un protocollo d’intesa con Novacoop (la proprietaria degli immobili) e con Paolo Lucchi, altro piddino che guida la Legacoop Romagna. L’accordo, siglato un anno fa, ha lo scopo di rispondere alla «questione abitativa». In questi giorni sono in corso ulteriori interlocuzioni tra le parti.

Dopo l’inchiesta del Giornale, Fratelli d’Italia ha annunciato un’interrogazione che verrà presentata oggi in Consiglio regionale. Del resto, in quel territorio persistono più di 500 Case del popolo. «Se l’emergenza abitativa, che colpisce duramente migliaia di famiglie da Piacenza a Rimini, venisse utilizzata come pretesto per favorire il sistema cooperativo o specifiche realtà associative a spese dei contribuenti, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo», ha detto al Giornale Marta Evangelisti, capogruppo del partito guidato da Giorgia Meloni. Il sospetto è che la Giunta di Michele de Pascale possa puntare ad attingere dai fondi del Pnrr o dal Piano Casa del governo. In entrambi i casi, verrebbe creata una «corsia preferenziale» che Fdi ritiene «inaccettabile», considerate anche le tante assegnazioni che hanno già favorito centri sociali e associazioni vicine al Campo largo. È stata proprio la Legacoop, poi, a tirare in ballo agevolazioni fiscali, modifiche normative e fondi del Pnrr. La strategia può anche travalicare le semplici Case del popolo. L’associazione «Senza frontiere», a Parma, è riuscita a ottenere un contratto decennale di comodato d’uso gratuito per un Casa cantoniera di proprietà della Provincia. Da dieci anni l’immobile in questione è occupato da migranti.

Quello di Lega-coop Romagna, però, sarà soltanto il progetto pilota. La galassia patrimoniale dell’ex Pci è estesa su buona parte del territorio nazionale ma è fortemente gravata da debiti. Dopo la nascita del Pd, le proprietà sono state ereditate da alcune fondazioni: la Enrico Berlinguer, l’Immobiliare Risorgimento srl della Fondazione Elio Quercioli, la Fondazione Territori senesi, la Fondazione 2000 ed altre, per un totale di 57 enti. Tra sezioni che chiudono, spazi affittati ai ristoranti etnici e immobili che finiscono all’asta, un intervento di rigenerazione, intercettando la domanda di mercato, può rappresentare un’occasione rara. Fdi mette le mani avanti. Richiamando il caso di vicolo Bolognetti a Bologna, dove il sindaco Matteo Lepore ha stanziato gratuitamente il centro sociale Labàs, protagonista di violenze di piazza, i meloniani domandano il rispetto delle graduatorie pubbliche per l’assegnazione dei nuovi appartamenti. Per la Evangelisti va esclusa «qualsiasi forma di assegnazione privatistica o bilaterale». Le Case del popolo, insomma, vadano davvero al popolo, e non a spese dei contribuenti.