Elettori in sciopero, crollo record a Roma: affluenza giù del 20%

Gli italiani snobbano il primo turno delle Comunali, si conferma così il trend negativo delle Politiche. I candidati: speriamo di recuperare oggi

Elettori in sciopero, crollo record a Roma: affluenza giù del 20%

Roma - Si può riconquistare il partito del «non voto» in soli tre mesi dal bagno elettorale di febbraio? E dopo l'accordo Pd-Pdl per il governo di larghe intese, che promette invece di aumentare la sfiducia nei partiti?
Mentre 7 milioni di italiani vengono chiamati alle urne in 563 comuni e nella regione Valle d'Aosta, i dati sull'affluenza in forte calo confermano che l'impresa è quasi disperata.
L'astensionismo nella prima giornata di voto amministrativo (oggi i seggi sono aperti fino alle 15) alle 22 supera il 15%: ha votato il 44,66%, rispetto al 60% dell'ultima volta. A Roma il crollo è da record: alle 22 ha votato appena il 37,69%, circa il 20 per cento in meno rispetto al 2008. Già alle 19 il calo di partecipazione toccava a quasi 11 punti: 34,36% contro il 45,24%. A Roma la flessione era del 13,77%. Sembrava in controtendenza la Valle d'Aosta, ma in serata persino lì c'è un meno 2 punti.
Ben consapevoli che sarebbe andata così un po' tutti i leader, da Silvio Berlusconi a Guglielmo Epifani a Beppe Grillo, nelle ultime settimane hanno cercato di tener bassa l'attenzione sull'appuntamento elettorale, esponendosi il minimo indispensabile al fianco dei loro candidati.

Mentre il Cavaliere garantiva che le Amministrative non avrebbero avuto ripercussioni sul sostegno del suo partito all'esecutivo Letta, Epifani faceva notare che il voto riguarda «solo» l'8 per cento degli italiani. La preoccupazione di Pd e Pdl è quella di evitare duri contraccolpi sull'intesa di governo e impedire che il voto appaia come una sorta di referendum sulle larghe intese. Si è anche parlato di un patto segreto tra Enrico Letta e il suo vice Angelino Alfano proprio per garantire stabilità, indipendentemente dal risultato elettorale.

Contando in una maggiore affluenza oggi, molti candidati raccomandano partecipazione e sfoggiano sicurezza. Nella Capitale si attende il risultato che più peserà a livello nazionale e il candidato sindaco del centrosinistra Ignazio Marino dice di aspettarsi dai 2 milioni di elettori romani «la solita grande affluenza, perché si tratta di scegliere il sindaco, una persona che ti entra in casa per i prossimi 5 anni». Sia lui che l'antagonista Pdl Gianni Alemanno riconoscono poi che è dura votare uno dei 19 in corsa su una scheda lunga oltre un metro. «Estremamente fiducioso» e sicuro di andare al ballottaggio, si dice il candidato del M5S, Marcello De Vito. Quanto all'imprenditore outsider di sinistra Alfio Marchini, vuol suscitare fiducia dicendo: «Siamo all'inizio di un bellissimo viaggio. È importante dire ai giovani che la politica è meravigliosa».

In tutt'Italia se ne vedono di belle. Apertura dei seggi al fotofinish a Sulmona: le schede ristampate dopo l'errore scoperto sabato arrivano dall'Aquila, scortate dalla polizia, alle 6 di mattina e in 2 ore vengono vidimate a tempo record dagli scrutatori convocati in anticipo. A Castellammare di Stabia (Napoli) diversi candidati vengono multati perché fanno propaganda e uno finisce in commissariato perché sorpreso con un cellulare dotato di fotocamera che, si sospetta, voleva dare all'elettore per immortalare il voto. Una testata e minacce di querele concludono a Imperia la lite tra due candidati consiglieri. E il sindaco di Cancello e Arnone (Caserta) deve sostituire la presidente di un seggio, sorpresa con in tasca una scheda annullata.

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