Elezioni amministrative, tonfo a Cinque Stelle. A Roma verso il ballottaggio

Via allo spoglio nei 563 Comuni chiamati a scegliere il nuovo sindaco. Affluenza a picco: -14,8%, nella Capitale ha votato solo un elettore su due. A Roma si va verso il balottaggio tra Marino e Alemanno. Flop del M5S: il candidato romano De Vito solo al 12%

Elezioni amministrative, tonfo a Cinque Stelle. A Roma verso il ballottaggio

Sono state chiuse le urne per le elezioni amministrative, per scegliere il sindaco in 563 Comuni. Affluenza in calo quasi ovunque: a più della metà delle rilevazioni pervenute, avrebbe votato il 62,38% degli aventi diritto, quasi 15 punti in meno rispetto alla precedente tornata elettorale. Crollo anche nella Capitale, dove ha votato solo il 52,8% degli aventi diritto. Rispetto alle comunali del 2008, quando aveva votato il 73,52%, c’è stato un calo dell’affluenza di oltre 20 punti.

"Siamo soddisfatti perché il voto non solo si è svolto regolarmente, ma anche perchè non abbiamo registrato alcun episodio di violenza ai seggi", ha detto Angelino Alfano, ringraziando "tutti coloro che si sono adoperati affinchè le operazioni si svolgessero regolarmente". Per quanto riguarda l'affluenza, il ministro dell'Interno spiega: "Nella gran parte dei Comuni dove ieri e oggi si è votato, nel 2008 le Comunali si erano svolte insieme alle politiche e ciò potrebbe aver trascinato in su l’affluenza. Ma non c’è una sola chiave di lettura per spiegare l’astensione".

A Roma i cittadini hanno dovuto scegliere tra un numero record di candidati: ben 19, anche se i favoriti sono sostanzialmente quattro e si andrà probabilmente al balottaggio. Secondo i dati provvisori diffusi dal Viminale, il chirurgo Ignazio Marino, sostenuto dal centrosinistra, è in vantaggio con circa il 43%. Segue il sindaco uscente Gianni Alemanno (centrodestra) che si attesta intorno al 30%. Solo terzo, con il 12,45%, il grillino Marcello De Vito, avvocato 39enne, mentre Alfio Marchini si fermerebbe al 8,8%. Cala, comunque, il Partito democratico nella Capitale: ha raggiunto poco più del 26% dei voti, circa il 6% in meno rispetto alle Regionali di febbraio e il 3,5 in meno rispetto alle Comunali del 2008.

Da proiezioni e primi dati reali emerge un clamoroso flop del M5S. Solo nella Capitale, rispetto alle elezioni dello scorso febbraio, il movimento avrebbe perso almeno 8 punti in soli tre mesi. Meglio non va nelle altre città: al momento i candidati a Cinque stelle non superano il 15%. Colpa della "differenza economica e mediatica con gli altri partiti", secondo De Vito, convinto comunque che "se si partecipa a una competizione si deve avere l’obiettivo massimo".

Riconfermato a Vicenza il sindaco uscente Achille Variati, sostenuto dal centrosinistra, dall’Udc e da liste civiche. Altre quattro città (Sondrio, Pisa, Massa e forse Iglesias) avranno il sindaco al primo turno, mentre è sicuro il ballottaggio, oltre che a Roma, a Ancona, Barletta, Avellino e Viterbo. Nonostante lo scandalo Mps, il centrosinistra tiene anche a Siena, dove Bruno Valentini (sostenuto da Pd, Sel e liste civiche) sfiderà tra due settimane Eugenio Neri (centrodestra). Sinistra in vantaggio anche a Imperia con Carlo Carpacci (Pd e liste civiche), mentre a Brescia il centrodestra sembra avere la meglio con la riconferma del sindaco uscente Adriano Paroli (Pdl, Lega, Udc e liste civiche).

È stato eletto praticamente a urne aperte Vincenzo Grasselli, unico candidato sindaco a Vignanello (Viterbo), a cui bastava raggiungere il quorum. L'affluenza nel paese avrebbe infatti raggiunto il 57% dei votanti. Dovranno, invece, tornare alle urne gli abitanti di Roccaforte del Greco (Reggio Calabria), Montefusco (Avellino) e Futani (Salerno), dove l'affluenza non ha raggiunto il 50% più uno necessario per rendere valida la consultazione.

Già deciso, invece il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, dove si è votato solo ieri e dove per essere eletti bastava superare al primo turno il 50% dei voti o la maggioranza dei seggi (18 su 35). Alla coalizione autonomista (Union Valdotaine, Federation autonomiste e Stella Alpina), attuale maggioranza regionale, vanno 18 seggi e al centrosinistra (Alpe, Union valdotaine progressiste e Pd) ne vanno 5. Solo 2 seggi al M5S, mentre il Pdl non ha superato la soglia di sbarramento.

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