Grillo: "Dobbiamo riprenderci la lira". Ma non farà patti con gli anti euro

Il comico a Napoli per la seconda tappa del tour: "O vinciamo o vado a casa". Ma glissa su alleanze e programmi. Come farà a imporsi a Bruxelles?

Beppe Grillo a Napoli per la seconda tappa del tour
Beppe Grillo a Napoli per la seconda tappa del tour

"Su una cosa non ho dubbi: o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa. E non scherzo". All'indomani della prima tappa del tour Te la do io l'Europa, Beppe Grillo assicura che si farà da parte se il Movimento Cinque Stelle non vincerà le Europee. La prima dello spettacolo l’ha lasciato soddisfatto. Non si lascia infastidire dalla critiche di chi dice che si è trattato di un comizio a pagamento: "Dicono che è una forma di finanziamento? E perché no?". D’altra parte non ha mai nascosto che servono soldi per finanziare il partito. E sottolinea: "Gli spettacoli che facevo prima erano comizi politici. Comizi sulle auto a idrogeno, sulle energie rinnovabili, ma comizi".

Questa sera Grillo sarà al PalaPartenope di Napoli. Ieri si è confrontato con alcuni cittadini al Borgo Marinari. Per oltre un'ora hanno parlato di caro assicurazioni, rifiuti, ticket sanitari e lira. "Dobbiamo riprenderci la lira, con un referendum - spiega - poi svalutare la lira per far diventare i nostri prodotti concorrenziali all’estero". L'obiettivo è espugnare il parlamento europeo. L'avversario da battere è Matteo Renzi, anche se Grillo nega che il premier sia il suo antagonista: "Lui si rivolge a me che replico a lui. Ma non è così. Non sono io il suo antagonista. I suoi avversari sono la democrazia, l’onestà e l’intelligenza". Scuote le spalle a chi gli chiede di rispondere al "Grillo sta a rosicà" pronunciato proprio da Renzi dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del ddl costituzionale che riforma il Senato. "Pensi alla democrazia - risponde - stanno uccidendo la democrazia e voi pensate ai grillini?". Poi l’affondo: "Se non siete intelligenti, onesti e democratici votate lui. È molto comodo in questo Paese essere disonesti".

Per Grillo, Renzi è uno che promette molto ma non mantiene la parola data. "Lui dice le cose ma non le fa - chiosa - dice che cancella il Senato ma invece resta e costa pure di più. Vuole farne un Senato di nominati, mettendoci i sindaci e i governatori che sono quasi tutti di Pd e Pdl". L’obiettivo è chiaro: far diventare il M5S primo partito alle urne di fine maggio, raccogliere 25-26 europarlamentari e mettere in crisi l'esecutivo. Anzi, proprio per questo invia un avvertimento ai suoi: "Bisogna fare squadra ed evitare polemiche che scoprono il fianco agli attacchi degli altri". In primis, le polemiche sulle primarie per i candidati alle Europee che rischiano di diventare un autogol. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti si è fatto portavoce proprio di questo malcontento. "Anche lui era uno sconosciuto prima...", fa notare il comico genovese prima di lasciare l'albergo che lo ospitava a Catania. "Chi è scontento è già fuori dal Movimento - sbotta - devi darti da fare con o senza poltrona. Questo è lo spirito del Movimento".

Quando si tratta di fare sul serio, Grillo arretra. Di alleanze e programmi, infatti, non vuole parlare. Tergiversa, prende tempo, svia. "Non sappiamo chi c’è nel parlamento europeo - spiega - magari ci sono gruppi tedeschi, finlandesi o piccoli gruppi. Andiamo a conoscerli. Se poi ci sono persone che condividono il nostro programma, parleremo. Vedremo con chi avere colloqui ma lo decideremo insieme a tutti gli iscritti". Di sicuro non siglerà un'intesa col Front National di Marine Le Pen. "Ha una estrazione diversa dalla nostra - cconclude - lei faccia la sua strada, noi faremo la nostra".

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