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Federalismo e migranti, le battaglie storiche di Umberto Bossi

L'eredità politica del "senatur" è segnata da battaglie che hanno cambiato l'assetto istituzionale del Paese

Federalismo e migranti, le battaglie storiche di Umberto Bossi
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Si è spento oggi a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura centrale della politica italiana degli ultimi quarant'anni. Il Senatur, da tempo lontano dalla scena pubblica per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, lascia un'eredità politica segnata da battaglie che hanno trasformato l'assetto istituzionale del Paese. La carriera di Bossi è stata scandita da tre grandi fronti d'azione che hanno influenzato gli equilibri della Prima e della Seconda Repubblica.

Il primo, e più iconico, riguarda la spinta verso il federalismo. Partendo dalla Lega Autonomista Lombarda nei primi anni Ottanta, Bossi portò in Parlamento la questione settentrionale, culminata con la dichiarazione simbolica di indipendenza della Padania nel 1996 a Venezia. Quella stagione di scontro frontale con lo Stato centrale portò alla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, che ampliò le competenze regionali. Ma Bossi ha legato il suo nome anche alla riforma della legge sui migranti: la Bossi-Fini ha introdotto il principio del legame necessario tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, inasprendo le procedure di espulsione per i migranti irregolari. Una norma che ha rappresentato per vent'anni il pilastro delle politiche di sicurezza del centrodestra, continuando a ispirarle tutt'oggi.

​Il terzo fronte è stato quello fiscale. Attraverso lo slogan "Roma ladrona", Bossi ha guidato la battaglia per il federalismo fiscale, approvato come legge delega nel 2009 durante l'ultimo governo Berlusconi. L'obiettivo dichiarato era il trattenimento di una quota maggiore del gettito fiscale nei territori di produzione, un tema che ancora oggi anima il dibattito sull'autonomia differenziata e che Bossi ha cercato di portare a compimento fino alla fine.

La sua politica mirava a superare il criterio della spesa storica per imporre quello dei costi standard, con l'intento di premiare le amministrazioni virtuose e permettere alle regioni del Nord di trattenere una quota maggiore delle tasse versate dai propri cittadini.

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