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Festa Cgil alla Scala, ai cittadini gli scioperi

A preoccupare è la festa che la Cgil ha già organizzato per i cittadini, con un ottobre nero che ha già in calendario una gragnuola di scioperi che coinvolgerà un po’ tutti

Cerimonia in occasione del 120 anniversario di fondazione della Confederazione Generale Italiana del Lavoro CGIL presso il Teatro alla Scala a Milano, 30 settembre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Alla fine è proprio vero che si nasce rivoluzionari e si muore conservatori o, come chiosava Dino Segre Pitigrilli, si nasce incendiari e si muore pompieri. E così per festeggiare i 120 anni, la Cgil ha scelto i rossi velluti della Scala. Intonati solo per il colore, perché simbolo di quella aristocratica borghesia ambrosiana (e non è più un ossimoro) contro cui nel ’68 i giovani di sinistra si avventavano a ogni Prima di Sant’Ambrogio, usando le pellicce delle signore, a quel tempo tutte vere, come bersaglio per le uova. Indimenticabili le immagini in bianco e nero di Mario Capanna, rimaste solo un lontano ricordo. Perché cosa c’è di più conservatore e meno rivoluzionario, di più scontato e meno ardito di aver concluso l’evento di ieri cantando Bella ciao? Una scontata retorica orchestrata in platea da un Maurizio Landini spiaggiato dopo aver conquistato la guida del sindacato e attorniato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dal leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e, rimanendo agli spiaggiati, l’ex segretaria della Cgil Susanna Camusso aggrappata al suo comodo seggio in Senato che non ha intenzione di lasciare al suo successore Landini. Di apprezzabile, c’è da riconoscere il garbo istituzionale, il fatto che per cantare abbiano aspettato l’uscita dalla platea del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E fin qui è la loro festa: puro rito, niente di male. Ma a preoccupare è la festa che la Cgil ha già organizzato per i cittadini, con un ottobre nero che ha già in calendario una gragnuola di scioperi che coinvolgerà un po’ tutti. E quindi i pendolari si preparino a perdere giorni di lavoro e denari, le mamme si attrezzino con baby sitter da pagare, gli artigiani a impazzire con i loro furgoni nel traffico, i negozianti a rimetterci le ordinazioni. Tutto terribilmente noto: da bravi conservatori.