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Ora l’università studia come abbellire via Esterle. Lega: “No alla moschea”

Incontro con l’imam e il presidente di Municipio sul progetto Asfa: “Alberi e parcheggi”. Il segretario del Carroccio: “La zona è già un ghetto”

Moschea Milano

Il caso della moschea di via Esterle entra all’università, nello specifico al Politecnico di Milano. Caso di studio. «Incontro pubblico di confronto con istituzioni, progettisti e attori locali» per «mettere a fuoco esigenze, bisogni e opportunità del progetto e del territorio» era il claim dell’iniziativa promossa lunedì scorso dalle 9.30 alle 11.30 presso la Sede Craft dell’ateneo in via Ampère. In cattedra (tra gli altri) il presidente della Casa della Cultura Musulmana di via Padova Mahmoud Asfa che è anche architetto e tra gli autori del progetto che si è aggiudicato ormai nel giugno 2022 il bando comunale per la concessione degli ex bagni di via Esterle. Quattro anni dopo è ancora tutto fermo, aspetta risposte dagli uffici tecnici, dalla Commissione paesaggistica, da Rfi che aveva imposto la revisione del piano con le quattro cupole azzurre (ridotte a due) perchè non compatibile con la vicinanza ai binari. Tant’è, ieri sui social Asfa ha pubblicato un resoconto entusiasta dell’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del laboratorio di Progettazione architettonica e della ricerca «Oltre la soglia. Un’indagine sull’abitare nei quartieri di via Padova e viale Monza». Presente anche il presidente Pd del Municipio 2 Simone Locatelli. «Sono state condivise informazioni, approfondimenti e spunti utili allo studio della riqualificazione dell’area circostante il futuro luogo di culto». Scrive che «un accordo tra la Casa della cultura musulmana e l’università è stato firmato assegnando 40 studenti di master per condurre uno studio per migliorare il quartiere, con l’obiettivo di presentarlo alla città. Ci saranno una serie di conferenze e seminari per fornire agli studenti le informazioni necessarie. Lo studio include l’installazione di alberi nella strada della moschea, spazi di parcheggio». Al telefono Asfa ridimensiona, «nessun accordo firmato, il gruppo di studenti sta facendo uno studio sul quartiere di via Padova, moschea inclusa».

Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina rimane fermo alle parole scritte e contesta: «Trovo surreale che un’università possa firmare un accordo, con la regia molto probabilmente del Comune, per produrre uno studio di architettura legato al progetto della moschea. Le associazioni islamiche possono tranquillamente cercare nel privato, visto che di fondi ne hanno». Ma il leghista torna a criticare l’ipotesi stessa della moschea: «Parliamo di una zona già fortemente ghettizzata, dove ci sono almeno cinque luoghi di culto islamici tra regolari e irregolari. Ci sono italiani che non si sentono a casa propria. Molti residenti Il Comune dovrebbe dirci cosa intende fare con le moschee abusive, non le chiude nonostante problemi di disturbo e sicurezza». Riferisce che «gli stessi ex bagni di via Esterle vengono già usati come luogo di culto e dormitorio, l’abbiamo segnalato più volte al Comune ma fa orecchie da mercante».

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