Giuseppe Conte ha fatto l’ennesima figuraccia in Aula durante le comunicazioni di voto per il caso di Andrea Delmastro Delle Vedove. L’ex premier avrebbe voluto ricevere gli applausi dell’Aula con un’apertura di intervento a suo dire brillante contro il governo di Giorgia Meloni e contro la stessa presidente del Consiglio, ma ciò che ha rimediato è un richiamo della presidente di turno della Camera, Anna Ascani, per altro esponente del Pd, che lo ha dovuto correggere.
“Dobbiamo accertare un fatto inaspettato: non c’è un ministro o sottosegretario che rappresenti il governo. Che succede? Il governo non ci mette la faccia? Non è previsto? Eppure è un fatto molto importante. Giorgia Meloni non ci mette la faccia? Parliamo del suo partito, della sua idea di giustizia”, ha detto Conte con la sua solita dialettica, convinto di aver fatto l’appunto brillante del pomeriggio. Ma a quel punto è dovuta intervenire la presidente, fermando il suo intervento e correggendolo nel merito. “Scusi collega, mi spiace la devo interrompere: si tratta di una interna corporis, non è previsto che i banchi del governo siano occupati. Mi scuso ma… Io sono stata costretta a fare questa precisazione”, ha concluso Ascani, mentre sono scattati gli applausi da parte della maggioranza.
Non è comune che un ex premier, per altro avvocato, cada in una questione procedurale di questo tipo. Nelle intenzioni di Conte forse il governo avrebbe comunque dovuto presentarsi anche se non era previsto, violando in questo modo la procedura standard di un lavoro inter corporis. Essendo stato ripreso, il presidente del M5s ha cercato in qualche modo di recuperare la posizione e la postura, evidentemente colpito da quell’intervento della presidente della Camera: “Era un giudizio politico e non tecnico, sono o non sono molti di loro dei deputati? Meloni è deputata”. Ha cercato di mettere una pezza a seguito di un errore grossolano, non il primo per gli esponenti del Movimento 5 stelle in questi anni che il partito è entrato in parlamento.
