LA FINE DEL MONDO IN GIAPPONE

Il dolore di un imperatore è un inchino profondo davanti al suo popolo stremato. Akihito guarda nella telecamera e parla come un uomo qualunque. È commosso e commuove. Parla delle vittime, degli sforzi per resistere, della gente che sta morendo di fame, di freddo. L’imperatore guarda nella telecamera e trova gli occhi di tutto il Giappone ferito: «Sono commosso da chi cerca di resistere e vivere». E poi ancora: «Mai rinunciare alla speranza», un appello che è più di un incoraggiamento: è un amuleto. L’imperatore aveva usato la televisione per diffondere un messaggio alla Nazione rarissime volte. Lo imponeva il riserbo e la maniacale discrezione che da sempre aleggia sulla famiglia imperiale. Ma questa volta il popolo è in ginocchio. Nevica su quei 13.000 dispersi. L’ultimo bilancio ufficiale del sisma è terrificante. C’è il capo della polizia di Miyagi, la provincia più colpita dal terremoto, parla di oltre diecimila vittime nella regione. Le autorità ammettono ventimila dispersi. «Non sappiamo dove mettere i morti», dice il vice sindaco di Ishinomaki, a Sendai. Intanto i soccorsi restano difficilissimi perché le scosse continuano. Save the Children riferisce di almeno 100 mila i bambini sfollati. «Siamo sottoposti ad uno stress continuo, dice una donna. Ormai abbiamo la nausea per tutto questo tremore continuo. È orribile, non abbiamo un posto dove sentirci al sicuro». L’ultima scossa violenta mercoledì, di magnitudo 6, avvertita anche a Tokyo dove gli edifici hanno tremato a lungo ma che hanno retto anche questa volta. Ma sono le radiazioni nucleari la vera maledizione. La gente scappa a sud, più a sud possibile. Chi può, prende il treno e va verso Tokyo, chi è a Tokyo fugge verso Osaka. Le polemiche sugli italiani in Giappone che chiedono di tornare continuano. Intanto la Borsa di Tokyo trova la forza per il rimbalzo e chiude gli scambi con un recupero del 5,68%.
Il commissario europeo all’Energia, Guenther Oettinger, torna a parlare dell Giappone e non fa sconti. L’altro ieri aveva usato la parola «Apocalisse», ora parla di una situazione «fuori controllo, che è sempre di più una vera catastrofe». I giapponesi lavorano con tutte le loro forze, con i moro mezzi, con le pompe antincendio, si cerca di gettare acqua con gli idrovolanti, ma non si sa più come uscire. Le missioni sono fallite. Fa paura quel fumo che si ostina a uscire dalla centrale di Fukushima. Gli elicotteri che dovevano gettare acqua sono stati respinti dai livelli altissimi di radioattività. E l’immagine riporta subito ai tentativi falliti di Chernobyl. I noccioli dei reattori restano incandescenti. La polizia tenterà di raffreddare la vasca del reattore 4 usando un camion con cannone ad acqua. L’intensità delle radiazioni delle barre rimaste scoperte hanno fatto prosciugare l’acqua. Per questo il governo giapponese ha deciso di accettare l’aiuto dell'esercito americano. Aerei da ricognizione senza pilota americani saranno inviati in missione sulla centrale. E un responsabile statunitense ha parlato di radiazioni «estremamente potenti». A far crescere la rabbia della gente ci pensano le rivelazioni Wikileaks: il Giappone sapeva da tempo, almeno due anni, che le sue centrali erano ormai fuori norma e che un terremoto particolarmente potente avrebbe potuto causare «seri problemi». E adesso gli scienziati ipotizzano il «Big One»: dopo i sismi in Cile, in Nuova Zelanda e in Giappone c’è il timore che l’angolo mancante dei terremoti nel Pacifico sia proprio la costa ovest Usa. Una scossa molto forte, l’epicentro la parte più a sud della faglia di San Andreas.
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