Cosa cambierà (o dovrebbe cambiare) quando la Lombardia avrà più autonomia?
Protezione civile
Con maggiori poteri su questo capitolo, il presidente della Regione potrà subito emanare ordinanze per emergenze straordinarie sul territorio, rispondendo immediatamente davanti ad eventi calamitosi senza aspettare i tempi «di Roma». Ci sarà la possibilità di aprire una contabilità speciale con la Tesoreria dello Stato e per le emergenze di carattere nazionale il ruolo di commissario sarà assegnato al governatore o a un suo delegato, con la Regione che avrà anche più indipendenza nel reclutamento urgente del personale. Competenze spiegate direttamente dal presidente Attilio Fontana che ha portato come esempio concreto il grave maltempo che ha colpito Cremona nelle scorse settimane: «Con l’autonomia avremmo già dato risposte».
Professioni e Previdenza
Nel settore delle Professioni, la Regione potrà disciplinare le attività lavorative non ordinistiche con legame territoriale. Tra le competenze specifiche che verranno trasferite, rientra, per esempio, la regolamentazione dell’eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Per quanto riguarda, invece, la previdenza complementare e integrativa, la Lombardia assumerà la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del sistema sanitario regionale. La Regione potrà promuovere fondi pensione dedicati su base regionale e apposite convenzioni.
Spesa sanitaria
La Lombardia avrà più flessibilità sulla spesa sanitaria, superando la logica degli investimenti «a silos» e indirizzando le risorse sulle reali necessità del territorio, con piena autonomia nella gestione dei fondi statali destinati al patrimonio edilizio e tecnologico. Potrà, inoltre, mettere in campo soldi in più per assumere personale (o pagare prestazioni aggiuntive), fronteggiando, per esempio, la concorrenza della Svizzera sugli infermieri.
Si tratta, ha sottolineato Fontana, di competenze «concrete» con cui «dare risposte ai cittadini. È chiaro che la sinistra vuole impedire che questo si verifichi perché forse la gente, anche chi non è favorevole, a quel punto si convincerà della bontà di questa riforma». Adesso la palla passa al Parlamento per l’ultimo passaggio: «Mi auguro - ha concluso Fontana - che prima delle elezioni si riesca ad avere l’approvazione del provvedimento».
