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Politica

Fuga dall'Italia, arrivano solo disperati

Una fotografia sbiadita, e a esser sbiadita è l'Italia stessa. Il rapporto dell'Istat regala un quadro poco felice del Belpaese: alto indice di disoccupazione, tendenza ad appoggiarsi sempre di più sui genitori, minimo storico di nascite e svuotamento del Paese. Se la recessione è finita, i suoi effetti rimangono ancora evidenti.

DONNE CON I PANTALONI

Una rivoluzione sociale ancor prima che economica. Aumentano le famiglie italiane in cui sono le donne a portare la «pagnotta» a casa: oltre 2,3 milioni, il 12,2% dei nuclei familiari con almeno un individuo tra i 15 e i 64 anni. Non è un numero da poco e impressiona ancor di più alla luce del trend positivo negli ultimi cinque anni, che parla di un +34,5% (pari a 591mila unità in più). A incidere sul fenomeno anche il calo dell'occupazione di marca quasi esclusivamente maschile, accentuatosi nell'industria manifatturiera e nelle costruzioni.

EMERGENZA SALARIO

Il tasso di disoccupazione ha continuato a crescere, dal 10,7% del 2012 al 12,2%, mentre l'occupazione è diminuita di 478 mila unità (-2,1% rispetto al 2012). Le persone senza lavoro sono 3,1 milioni, un numero raddoppiato da inizio crisi. Non si tratta solo di un problema giovanile: oltre un milione di ultracinquantenni è alla ricerca di un lavoro. E questo capitolo apre un'amara riflessione: in 2 milioni di famiglie italiane non c'è nessun'entrata di tipo economico, né un salario né una pensione. A questi si aggiunge circa un milione di famiglie che si regge solo su una sola pensione di lavoro. Gli individui che nel 2013 hanno vissuto in condizioni di povertà sono stati 7,6 milioni, un milione in meno dell'anno precedente.

MAL DI CRISI: ADDIO CURE

Sempre più italiani, alle prese con guai economici, rinunciano alle cure mediche. Più di uno su dieci (l'11,1%) nel 2012 non si è sottoposto ad accertamenti, visite specialistiche, interventi chirurgici o acquisto di farmaci. La quota si innalza in relazione alle cure odontoiatriche: il 14,3% degli italiani vi ha rinunciato. Chi ha una condizione economica familiare scarsa ha un rischio di 1,6 volte superiore di star male rispetto alla famiglia con risorse economiche adeguate.

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