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Gli agenti: “Atto di guerra”. Meloni: non sarete mai soli

Mattarella chiama Piantedosi e ringrazia “chi è sul campo”. Solidarietà dal mondo politico, la premier: “La violenza non piegherà lo Stato”. Conte: “Assalto vergognoso”

No Tav Val di Susa

«È in atto una guerra». Così una fonte in divisa sentita da Il Giornale fotografa gli scontri in Val di Susa e le immagini dai cantieri dell’Alta Velocità lo confermano: la politica condanna la violenza, esprimendo solidarietà agli agenti, mentre il presidente Mattarella chiama il ministro Piantedosi per far giungere vicinanza ai feriti e ringraziamenti a chi è sul campo. «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo», dichiara Giorgia Meloni.«Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine», dice Matteo Salvini, mentre Antonio Tajani definisce «vergognosa e inaccettabile» la guerriglia contro gli agenti che «difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato». Alberto Cirio parla di «un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell’ordine», aggiungendo che «non è esercitare il diritto di manifestare. È delinquenza». Nicola Molteni definisce gli assaltatori «il peggio dell’Italia, nemici della democrazia», Augusta Montaruli ribadisce che «gli assalti ad agenti, operai e cantieri non possono essere tollerati ed eravamo nel giusto nel sostenere i decreti sicurezza» e Mariastella Gelmini condanna «con fermezza, senza se e senza ma» la guerriglia. Conte parla di «aggressione vergognosa», ma i pentastellati Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro, invece, condannando le violenze ed esprimendo solidarietà agli agenti feriti, si schierano con i No Tav perché, dicono, «chi compie violenze non manifesta: delinque e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo».Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo condanna le violenze e sostiene che «il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale».Sul fronte dell’ordine pubblico, Domenico Pianese del sindacato Coisp fa notare che per fronteggiare gli antagonisti «è stato necessario impiegare un imponente dispositivo dei reparti mobili della Polizia di Stato, con 120 operatori di Torino, 100 da Genova, 60 da Roma, 50 da Bologna, 40 da Milano, 40 da Firenze, 40 da Padova, 30 da Bari, 30 da Senigallia e 20 da Napoli», per un totale di 530 poliziotti. «Lo Stato deve dare una risposta ferma», conclude. C’è rabbia tra gli appartenenti alle forze dell’ordine, perché, come sottolinea Luca Pantanella del sindacato Fsp Polizia di Stato - Torino «gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le forze dell’ordine per puro odio, o cercano il ‘martire’ tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze» e «se questo morto prima o poi arriverà, i mandanti morali avranno nomi e cognomi ben precisi».Stefano Paoloni del sindacato Sap fa eco, evidenziando che «alcuni colleghi sono stati colpiti e hanno rischiato la vita. Il morto è stato ricercato con coscienza e volontà, si tratta di un tentato omicidio e tutti i presenti hanno concorso. La violenza va condannata sempre, così come l’odio nei confronti di chi veste una divisa».

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