Riyad Albustanji è l’uomo dei sermoni incendiari. Così lo ha definiti la Procura di Genova nell’ordinanza di custodia cautelare del 27 dicembre 2025. Il giorno in cui, dopo decenni, è stata smantellata la cupola di Hamas in Italia facente capo a un uomo, Mohammad Hannoun. Il giordano che, da quarant’anni, si è aggirato indisturbato per l’Italia, ha creato la sua rete di contatti, ha stretto le mani di politici e tenuto con loro incontri. Ma dopo un assordante silenzio lo Stato ha agito e ha fatto capire che per i terroristi non c’era posto in Italia. Sono accusati, lui e altri cinque esponenti della cupola - tra cui Albustanji - per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, di finanziamento al terrorismo.
Di aver mandato oltre 18 milioni di euro ad Hamas spesso passando tramite la Turchia.
Un hub divenuto necessario soprattutto dopo che il dipartimento del Tesoro degli Usa aveva sanzionato nel 2023 la Abspp (Associazione benefica con il popolo palestinese) in quanto collegata all’organizzazione terroristica di Gaza.
Cioè ha reso per due anni molto più complesso lo spostamento di denaro nella Striscia in modo diretto. E così, grazie alla collaborazione di una Turchia in cui la fratellanza musulmana è certamente ben accetta, si è riusciti comunque a dirottare fiumi di denaro raccolti grazie alla scusa della beneficenza. Nelle foto esclusive che Il Giornale è in grado di mostrare, però, c’è la chiara spiegazione del perché non si possa distinguere tra ala militare di Hamas e quella politica.
Una distinzione che, purtroppo, ancora oggi viene messa in atto per cercare di smorzare l’appartenenza di certi soggetti alla sfera del terrorismo, come spiega il noto esperto Giovanni Giacalone: «La separazione tra ala militare e ala politica è stata utilizzata per troppo tempo come pretesto per tollerare attività ideologico-politiche di certe organizzazioni terroristiche sulle quali non c’ era volontà di intervenire. È una distinzione priva di qualsiasi senso in quanto le due branche condividono leadership, canali di finanziamento, ideologia e obiettivi. L’ala militare si occupa di mettere in atto decisioni prese dalla struttura politica».
Riyad Albustanji, lo stesso per cui i fedeli islamici accorrevano nelle varie moschee abusive, è lo stesso che ha punti di contatto con le Brigate Al-Qassam.
Ma è anche lo stesso che vediamo sorridere al fianco di Abu Rawwa, oggi indagato solo per concorso esterno, e che possiede con il suo socio oltre 90 tra appartamenti e terreni dislocati tra Modena e Reggio Emilia. Ecco, loro due, così come Hannoun, hanno però una persona a loro cara, che si dà il caso sia anche una deputata della Repubblica italiana, che siede peraltro nella commissione parlamentare più delicata, l’antimafia. Si tratta di Stefania Ascari, che nel 2023 era in missione con la Abspp di Hannoun: in foto vicino a lei c’erano anche Raed Dawoud (uno dei quattro ancora in alta sicurezza in quanto referente della sezione milanese dell’associazione) e proprio Albustanji.
Quest’ultimo è infatti la rappresentazione plastica di un concetto troppo spesso passato in secondo piano: la propaganda per Hamas e l’adesione o la vicinanza ai corpi armati sono due facce della stessa medaglia. E quelle facce si sono incrociate in più occasioni con la sinistra italiana, che non si è mai discostata da uomini accusati di rappresentare Hamas nel nostro Paese.
