«L’inganno green è finito. Quattro giornate attraverso Milano per guardare da vicino le trasformazioni della città e sfatare la narrazione di una Milano sempre più verde, sostenibile e inclusiva». È l’iniziativa degli ambientalisti contro i Verdi per smascherare ancora una volta il grande bluff dell’amministrazione Sala «green» solo a parole. Il comitato «Forestami e poi dimenticami» e il Coordinamento dei comitati milanesi, con varie associazioni cittadine hanno organizzato due week end (lo scorso e il prossimo) di tour della città per analizzare alcuni casi lampanti d’ipocrisia di un’amministrazione che si professa ambientalista quando deve vietare la circolazione alle auto, ma poi si «dimentica» di innaffiare gli alberi appena piantati, lasciandoli morire.
Uno degli esempi «principe» è rappresentato dall’abbattimento dello stadio per lasciare il posto a un nuovo impianto, ma soprattutto a un mega quartiere che vedrà residenze, uffici, alberghi, ristoranti e varie attrazioni. «Il Parco dei Capitani è destinato ad essere distrutto per costruirci sopra il nuovo stadio, mentre il Meazza verrà abbattuto, un’operazione che sarà un vero e proprio disastro ambientale per il quartiere e per Milano, tra polveri e macerie di vecchio cemento trasportate per anni fuori dal quartiere da processioni infinite di camion» scrivono. Si parla di 230mila «viaggi» per il trasporto di materiale edile frutto dell’abbattimento del Meazza. «Sarà una nuova Taranto» sottolinea Elena Granata, professoressa associata presso il Dipartimento ABC del Politecnico, riportando una stima del Politecnico sulla quota di inquinamento che Milano ha prodotto in 15 anni. Non solo, «il progetto prevede che, in aggiunta al traffico indotto dal nuovo stadio, i nuovi edifici destinati a ristorazione, commercio, terziario e ricettivo, attireranno un flusso medio di auto pari di 1.438 veicoli all’ora, ovvero 34.512 veicoli al giorno. Davvero un bell’affare per i polmoni dei cittadini!» sottolinea Enrioc Fedrighini, ambientalista e consigliere comunale del Gruppo Misto. E poi il Comune lancia il piano Aria Clima.
Così in Piazza d’Armi a Baggio a essere in pericolo è un bosco da 17 ettari su cui il Comune ha dato il via libera al progetto di Invimit che prevede nuovi palazzi, spazi commerciali e sportivi. Stesso destino per il bosco Falck a San Leonardo: 21mila metri quadri con 616 alberi di varie specie, terreno di proprietà della Curia che ha venduto al fondo immobiliare Redo Sgr con il progetto di nuovi insediamenti residenziali e torri fino a 16 piani, che potrebbero portare oltre 10mila nuovi abitanti, con conseguenze su viabilità, servizi, ambiente e qualità della vita.
Ancora il Comitato Vaiano Valle Respira ha lanciato una petizione su Change.org: il piano attuativo prevede la costruzione di nuovi complessi residenziali e volumetrie importanti su un’area di circa 8 ettari ai margini del quartiere e a ridosso delle zone verdi e agricole. Cemento che «mangia» verde e spazio pubblico a favore di edifici e spazi privati quando ForestaMI è a quota 611.450 alberi e arbusti piantati, mentre dovrebbe essere già a quota 2 milioni di alberi. Sulla mala gestione del verde il consigliere di FdI Enrico Marcora ha chiesto le dimissioni dell’assessore al Verde Elena Grandi, mentre il consigliere di Fi Alessandro De Chirico ha fatto un esposto alla Corte dei Conti per gli alberi piantati e lasciati morire.
Per domenica il Comitato ha organizzato una passeggiata urbana per parlare di isole di calore, piazze roventi, asfalto e spazio pubblico. Un percorso tra San Babila, corso Europa, via Torino, via De Amicis e Sant’Ambrogio. Nuove strade e piazze completamente cementificate per poi vedere il Comune correre ai ripari con 8 vele ancorate a terra da cubi di cemento - finanziate con un emendamento di bilancio - nel disperato tentativo di fare ombra e di dare un po’ di sollievo ai cittadini attanagliati dalla canicola. «Con il Comitato No Asfalto parleremo di come asfalto, cemento e impermeabilizzazione trasformano la città in una trappola di calore e di come lo spazio pubblico potrebbe essere ripensato» eppure l’amministrazione ha pensato bene di togliere il pavé in via Torino e in via Meravigli e di sostituirlo con cemento. «Le pavimentazioni rosse di via Meravigli sono diventate nere e le rosse di via XX Settembre sono state coperte con asfalto nero - ricorda Marcora -. Una mancanza di rispetto delle indicazioni della Sovraintendenza e un vero sperpero di denaro pubblico».
