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Hamburger, battute e politica: la festa Usa diventa virale tra siparietti e gag

Renzi punzecchia, Salvini scherza, Tajani resta diplomatico: il ricevimento si trasforma in una commedia all’italiana

Hamburger, battute e politica: la festa Usa diventa virale tra siparietti e gag
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Alla festa americana tra strette di mano, sorrisi istituzionali e inevitabile profumo di hamburger, va in scena uno di quei momenti che solo la politica italiana sa regalare: un incrocio tra cerimoniale, battuta pronta e commedia garbata da ricevimento. Il video dei The Journalai coglie una serie di siparietti niente male. Tra Matteo Renzi, Matteo Salvini e Antonio Tajani, una carrellata di frammenti in cui la politica smette per un attimo di parlare in comunicati stampa e torna a essere fatta di facce, battute, mezzi sorrisi e piccole schermaglie da corridoio. E la domanda che aleggia è quella del video: “Facciamo pace?”, un riferimento cristallino alle recenti tensioni tra Trump e Meloni.

Renzi, come spesso gli accade, entra nella scena con l’aria di chi deve avere un ruolo da protagonista nello show. Vede Salvini (“riesce a dire cazzate anche quando deve stare zitto”) e Tajani, capisce che il momento si presta, e inizia a lanciare frecciatine. E infatti sui social c’è chi ipotizza che sia stato invitato per l’animazione, considerando le sparate a favore di telecamera. Salvini è perfettamente nel suo personaggio: diretto, sorridente, abituato a stare nella mischia e a non sottrarsi mai al confronto. E la sua è tra le battute diventate virali sui social: “Arriva un profumo di hamburger che mi porta a tagliare l’intervento”. Tajani, invece, porta in scena il suo stile più felpato, diplomatico anche quando la situazione scivola sul terreno della battuta. Inevitabile, considerando il ruolo da titolare della Farnesina.

Uno più popolare e combattivo, l’altro più istituzionale e misurato. Registri diversi, che nel video diventano materiale perfetto per un altro lato della politica: competitiva, teatrale, a volte sopra le righe, ma anche capace di stemperare le distanze con una battuta. Il contesto, poi, aiuta. Una festa americana dovrebbe evocare diplomazia, rapporti transatlantici, grandi equilibri internazionali. Invece per qualche secondo diventa il set di una commedia politica nazionale. Tra bandiere, sorrisi e atmosfera da ricevimento, il vero tema non sembra essere la tensione tra Italia e Usa, ma Roma.

Il merito del video è di cogliere questo lato umano della politica. Non il retroscena cupo, non la crisi imminente, non il solito annuncio di terremoto che poi finisce in una nota congiunta. La battuta di Gasparri, il siparietto con Arianna Meloni, la scelta tranchant di La Russa tra carbonare e hamburger.

Alla fine, la “pace” evocata nel video non sembra un trattato internazionale, ma una di quelle fatte con una battuta, una stretta di mano e magari un passaggio al buffet. Una pace provvisoria, certo, ma non per forza finta. In politica, dopotutto, anche la forma conta.

E un sorriso, qualche volta, dice più di una conferenza stampa.

E noi guardiamo il video con la sensazione che la politica italiana, quando si dimentica per un istante di prendersi troppo sul serio, diventi quasi simpatica.

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