Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:29
Interni

Il dubbio

Abbiamo scoperto che fare le inchieste non piace più al Fatto, né alla vittima Ranucci

Caso Ranucci, il Tribunale del Riesame conferma l'aggravante mafiosa per i quattro esecutori

Sarà il caldo ma ieri è stata una giornata folle. Almeno due sorprese confermano che in questo Paese la realtà supera la fantasia. La prima: i carabinieri hanno arrestato Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Una bomba, un atto vile, un attacco alla libertà di stampa che ha scosso l’Italia fino a far alzare in piedi i giudici dell’Anm come se fosse entrato Cristo in giacchetta di pelle. Solidarietà? È arrivata da tutti. Si è chiesta chiarezza. Indagini serie. Serviva sapere. Ed ecco la perla: Il Fatto Quotidiano attacca Il Giornale per aver dedicato 140 articoli proprio a quell’inchiesta su cui si è alzata l’indignazione, in particolare della sinistra e del M5s, per capirne di più. E invece abbiamo scoperto che fare le inchieste non piace più al Fatto, né alla vittima Ranucci. Scusate, mi sono perso qualcosa? Se un giornale scava per illuminare gli angoli bui di un attentato, merita un plauso, non un processo in piazza. Ma non basta ancora. C’è stata una seconda sorpresa: Ranucci, invece di ringraziare chi contribuisce a far luce su chi voleva fargli la pelle, minaccia una collega de Il Giornale come in preda a una sindrome di Stoccolma: «Il male che ci avete fatto tornerà indietro». Caro Ranucci, se siamo così cattivi, perché non ci spieghi cosa ancora ci sfugge? Forse quei 140 articoli non bastano a raccontare tutta la verità? Forse c’è qualcosa dietro questa storia, qualcosa che ti spaventa più di una bomba? Non temere: noi continueremo a scavare, incuranti degli avvertimenti. Siamo purtroppo abituati come lo sei tu a avere pressioni. E, per citare il grande Guccini che ho scoperto piacerti, «a culo tutto il resto».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.