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Il faro degli investigatori sui contatti tra i due dopo il 4 luglio

Natalia ricostruisce i 36 giorni dalla perquisizione all’arresto del suo ex compagno

Sigfrido Ranucci alla presentazione del libro: Chi comanda davvero? Poteri, privilegi, democrazia, nell'ambito di Terra, 3a Festa Nazionale di Avs a Roma, 9 settembre 2026. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Il faro del pubblico ministero Edoardo De Santis si accende sui contatti tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci dopo la perquisizione del 4 luglio 2026 avvenuta a casa dell’ex editore dell’Avanti. In quei 36 giorni, che vanno dalla perquisizione all’arresto di Lavitola, avvenuto il 10 agosto. Gli investigatori cristallizzano quel periodo. Valter e Sigfrido si sono visti per concordare una linea comune?Natalia non lo esclude. Ma non può dare dettagli su un possibile incontro tra vittima e mandante della bomba. Avvenuto con tutte le precauzioni.Per fare cosa? Dal 4 luglio 2026, Ranucci sa che il mandante del suo attentato è il fraterno amico Lavitola. Natalia aiuta gli inquirenti a ricostruire quei 36 giorni. Quanti contatti ci sarebbero stati tra Valter e Sigfrido. Si parte della famosa telefonata del 4 luglio notte, in cui Ranucci aiutò Valter a trovare un alibi per smontare l’accusa della Procura sul sopralluogo effettuato in compagnia di Clesio Tavares il 15 settembre 2025, prima dell’attentato. Per gli inquirenti la chiamata avvenuta con Signal (difficilmente intercettabile) ha un alto valore investigativo.Per ben tre volte Ranucci, la vittima dell’attentato, suggerisce al mandante un alibi per dimostrare la sua presenza a Pomezia, nei pressi della sua villetta, un mese prima della bomba. E sarà lo stesso Lavitola a smontare per ben tre volte l’alibi offerto da Ranucci. Anche su questo punto i magistrati sono andati dritti al cuore: Ha avuto l’impressione che Ranucci volesse aiutare Sigfrido? «Si ha risposto Natalia». Altro elemento che rende la posizione di Mr Report abbastanza delicata. E poi la donna tira di nuovo in ballo Ranucci: «Fu sua l’idea di fornire a Valter l’ordinanza sui 4 bombaroli», carte che poi Lavitola girerà ai suoi legali per organizzare in anticipo una difesa. La ricostruzione si sposta poi in un altro momento decisivo per l’indagine: la seconda metà del mese di ottobre 2025. Qui Natalia estrae il colpo di scena: «Valter e Sigfrido si sono visti 4 giorni dopo l’attentato senza portare dietro i cellulari».Siamo al 20 ottobre.Su questo passaggio i magistrati ascoltano con grande interesse investigativo.Anche perché 3 giorni dopo, siamo al 23 ottobre 2025 ci sarebbe stato un secondo incontro strano. Stavolta a casa di Laura Cianfoni, a Roma in via Bufalotta. I cellulari di Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e Laura Cianfoni agganciano la stessa cella telefonica. Si sono visti non dove abitualmente accadeva al Cefalù ma in un posto neutrale.Perché? Cosa si sono detti? Sullo scambio di mail la notte del 4 luglio ieri l’avvocato di Lavitola ha minacciato una diffida contro Natalia. Replica del legale dell’ex compagna di Valter: «Respingo con forza e senza riserve il tono intimidatorio della Sua missiva. Le diffide costruite su affermazioni non verificate e finalizzate a condizionare l’attività difensiva di un collega e della sua assistita non producono alcun effetto giuridico e rappresentano, al contrario, un tentativo inaccettabile di interferire nell’esercizio della funzione forense». Si attende ora l’ultimo passo: l’interrogatorio di Sigfrido Ranucci, atteso per fine mese. Passaggio nel quale dovranno essere chiariti molti punti.A cominciare dai dubbi di Natalia.PaNap GiuSor.

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