Franco Gabrielli, tra gaffe e autogrill, sogna in grande. Magari da federatore del Campo Largo. L’ex numero uno all’Intelligence, ai tempi del governo Draghi, chiamato a gestire anche l’affare Autogrill-Renzi-Mancini, potrebbe essere una carta di riserva per mettere d’accordo proprio Renzi e Conte. In alternativa, l’ex capo della Polizia studia da futuro ministro dell’Interno del governo Schlein-Conte-Fratoianni. In tour per lo Stivale, con il suo libro «Contro la Paura», scritto a quatto mani con Carlo Bonini, giornalista di Repubblica, Gabrielli dispensa suggerimenti e proposte sul tema sicurezza. Presenza fissa, nella stagione appena conclusa, nei talk de La 7: da Formigli a Gruber. Gioca in casa per sparare contro il governo. Il copione l’ha imparato bene. L’avvicinamento dell’ex capo della Polizia all’area progressista è un processo di vecchia data. Da giovane si iscrive alla sinistra Dc, l’area che faceva capo a De Mita e Mattarella. Poi una lunga carriera ai vertici della pubblica amministrazione: prefetto di Roma, dirigente dei Servizi e poi capo della Polizia e della Protezione civile. Fino alla nomina, sotto il governo Draghi, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Intelligence. La formazione avviene nella corrente della sinistra Dc, la stessa dalla quale arriva il capo dello Stato Sergio Mattarella. E via a scendere: Dario Franceschini, Simone Guerrini.
Gli agenti con Gabrielli al Viminale non faranno salti di gioia. Anche perché l’ex Prefetto di Roma è reduce da una polemica con le forze dell’ordine sul caso Ramy. Ricordate la storia del giovane morto a Milano nel novembre del 2024 durante un inseguimento con i carabinieri e dopo aver forzato un posto di blocco? Gabrielli si è schierato contro gli uomini in divisa, definendo non corretto il loro comportamento. Parole che hanno fatto infuriare tutti poliziotti. C’è un altro precedente non proprio felice: da ex capo della Polizia presenziò a un evento nazionale senza giacca e cravatta mentre gli agenti in alta uniforme grondavano sudore dalla divisa. Una gaffe diventata virale sui social. La discesa in politica dell’ex numero uno della Polizia va inquadrata nella faida in corso nel campo largo. Gabrielli è il nome su cui punta un pezzo del Pd, l’ala riformista vicina all’ex ministro Lorenzo Guerini. Il gruppo renziano si è raffreddato sulla carta Gabrielli, puntando le fiches sulla sindaca di Genova Silvia Salis. L’alternativa al nome di Gabrielli sarebbe quella dell’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori. L’area di centro è affollata. In tanti vogliono giocarsi le carte. Ora c’è anche Alessandro Onorato che con il suo progetto Civico per l’Italia, sostenuto da Conte e Bettini, vuole mettere Renzi fuori gioco.
