A rappresentare legalmente la famiglia di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto a Bologna dopo un intervento della polizia, non è un avvocato qualunque. É Fabio Anselmo, conosciuto per avere seguito alcuni dei più noti procedimenti legati ai decessi avvenuti durante o dopo azioni delle forze dell’ordine. Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Michele Ferulli, Dino Budroni, Aldo Bianzino, Riccardo Magherini e Stefano Cucchi, Anselmo è famoso anche per essere il compagno di Ilaria Cucchi con la quale si è legato proprio mentre stava difendendo la famiglia. Ma c’è di più, il legale è anche un militante politico. «Ho deciso di candidarmi a Sindaco di Ferrara perché non posso assistere in silenzio al continuo calo della popolazione e alla fuga dei giovani, alle difficoltà di accesso ai servizi per la salute e di assistenza», si legge sulla pagina del Partito Democratico. D’altronde, le sue posizioni non sono mai state nascoste e le sta ribadendo anche in questo caso: «É morto durante un fermo di polizia mentre veniva immobilizzato a terra. Sono profondamente amareggiato perchè questa storia non è nuova», scrive il legale sui suoi social il 21 luglio riferendosi a Fakir. L’avvocato ha sparato a zero sul governo fin dal principio. Nel mirino ci sono finite le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, del vicepremier Matteo Salvini e del ministro Matteo Piantedosi. Per Anselmo «il governo è entrato in campo per difendere gli agenti. Premier e ministri vari si affannano a emettere sentenze che spetterebbero solo ai magistrati» afferma su Facebook.
Non è una novità, recentemente si è espresso anche sul caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni dopo avere sparato ai due rapinatori della sua gioielleria, definendola
«una vicenda diventata terreno di populismo che ci obbliga a scegliere da che parte stare». Anselmo sicuramente non si schiera con palazzo Chigi, ma neanche dalla parte del figlio Vincenzo quando nel 2021 è stato pizzicato con altri due amici in possesso di stupefacenti. «Ho sempre detto che la legge deve essere uguale per tutti, niente scorciatoie», disse in quell’occasione.
Insomma, bolognese classe 1957, Anselmo ha legato la sua carriera a importanti vicende giudiziarie, sulle quali ha sempre tirato in mezzo politici di vario titolo. Non è un caso, quindi, che oggi stia seguendo il caso Fakir.
