Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:32
Interni

Il Pd non ha un programma neppure per la Festa dell’Unità

A meno di quindici giorni dal via della kermesse, la segretaria Schlein naviga nel buio su ospiti e conferenze. Sullo sfondo il nodo delle primarie e i rapporti di forza con l’alleato grillino

Sotto processo Elly Schlein alla festa del Pd a Reggio Emilia I riformisti dem criticano la sua resa al leader 5s Conte

È avvolta in un mistero la prossima festa nazionale dell’Unità. È dato sapere soltanto che si terrà a Reggio Emilia, epicentro della regione rossa per antonomasia, nella cornice dell’Iren Green Park. Che il fischio di inizio è fissato per il 1 settembre e che i saluti finali con tanto di comizio di Elly Schlein saranno domenica 13 settembre. L’annuncio della festa era stato dato attorno metà giugno, nel corso di una direzione nazionale del Nazareno, dove la segretaria del Pd aveva tratteggiato la cornice della kermesse.

Con la promessa che nei giorni successivi sarebbero stati definiti i dettagli e in particolare il programma. Nulla però è stato diffuso.

E così a meno di 15 giorni dall’apertura della kermesse continua il mistero: non c’è traccia del programma, ad eccezione di una serie eventi musicali fra cui un concerto di Elio e le storie Tese. Ma quello che contano sono i dibattiti e chi ci sarà fra gli azionisti del campo largo. Un mistero dunque, quello del programma, che è diventato oggetto di dibattito all’interno

del Nazareno. Dove diversi parlamentari si mostrano increduli in queste ore: «Non ne sappiamo nulla, è tutto in mano ai vertici. È molto curioso che stiano tenendo tutto coperto».I vertici però provano a dissimulare. Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, risponde così via Whatsapp al Giornale: «Il programma della Festa nazionale come abbiamo sempre fatto in questi anni verrà presentato in conferenza stampa a ridosso della festa che inizia il 1 settembre».

Eppure racconta Andrea Romano, docente di Storia, ex condirettore de L’Unità, e soprattutto ex parlamentare del Pd di rito riformista, che un tempo il programma della festa si conosceva con diverse settimane di anticipo, anche mesi. Ed è la ragione per cui Romano dà una lettura legata al contesto che sta vivendo il campo largo, sempre più diviso sulle primarie e sul programma da portare avanti: «Certamente - ammette - è bizzarro rispetto alla tradizione più recente. Forse questo ritardo è connesso a due interrogativi: il rapporto con Giuseppe Conte, dove c’è stato un conflitto non dichiarato ma visibile a tutti sul tema della politica estera. E poi l’altro interrogativo

riguarda quasi certamente il rapporto con il centro, mi pare che non sia chiaro con quale centro il Pd voglia allearsi. Il centro di Onorato sponsorizzato da Goffredo Bettini o quello di Matteo Renzi?».

Già, Renzi. Dall’entourage dell’ex rottamatore filtra che al momento sarebbe prevista solo la presenza della ex ministra Maria Elena Boschi e della senatrice Raffaella Paita. Mentre dalla war room del leader del pentastellato si fa sapere che l’avvocato del popolo ha ricevuto l’invito ma non viene aggiunto altro. Segno che il programma è ancora in fase di definizione e che le scelte finali saranno strettamente connesse allo stato dell’arte del campo largo. Che va da sé - così come la festa dell’Unità - non ha un programma. E chissà se lo avrà mai.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.