Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:42
In evidenzaAggiornato alle ore 10:42
Interni

Il “pontiere” di Elly respinto in Vaticano: Damilano depennato

L’ex direttore de l’Espresso avrebbe dovuto moderare un convegno. Ma la Santa Sede ha cambiato idea

Damilano sfora a Rai3 e scoppia il caos, frecciatine dai colleghi

Marco Damilano (foto) è impegnato da mesi in giro per l’Italia a presentare il suo ultimo libro secondo cui nel passaggio tra Francesco e Leone XIV non sarebbe cambiato alcunché. Il giornalista probabilmente non si aspettava di diventare lui stesso la smentita di questa tesi. Che l’aria sia cambiata in Vaticano, infatti, lo dimostra un retroscena sull’ex direttore dell’Espresso che Il Giornale è in grado di rivelarvi. Il suo nome era previsto originariamente nel convegno del dicastero delle cause dei santi dal titolo «Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?» in programma martedì prossimo all’Augustinianum. Damilano avrebbe dovuto moderare la tavola rotonda con la presidente di Aiuto alla Chiesa che soffre Sandra Sarti, il consultore storico del dicastero suor Nicoletta Vittoria Spezzati e un’altra religiosa con esperienza in Sud Sudan. Una vetrina prestigiosa da condividere con cardinali importanti come Pierbattista Pizzaballa e l’africano Fridolin Ambongo oltre al prefetto Marcello Semeraro. Ma in Curia la presenza di Damilano nel programma ufficiale non è passata inosservata e ha fatto sollevare il sopracciglio a più di qualcuno. Il suo profilo troppo politicizzato non è apparso in sintonia con la stagione di Prevost intenzionata a non lanciare «scomuniche» sul centrodestra. Ancora più inopportuna deve essere sembrata una moderazione per quel dicastero che, congedandosi dalla direzione dell’Espresso, si vantò di aver terremotato con l’inchiesta su Becciu oggi ampiamente sgonfiata dagli sviluppi processuali vaticani. Le lamentele nelle sacre mura sono state premiate: il nome di Damilano, che a fine luglio campeggiava nel programma del convegno, è sparito dal sito del dicastero. Uno smacco per il giornalista che, come avevamo raccontato, sta cercando di presentarsi ad Elly Schlein come suo possibile pontiere col mondo vaticano tendenza Prevost anche per neutralizzare le opposizioni interne dei cattodem. La partecipazione ad un convegno ufficiale del dicastero, tra cardinali veri e un cardinale «laico» come Andrea Riccardi, avrebbe potuto rafforzare questa missione e dare l’idea dell’imprimatur vaticano alla tesi del suo libro. La decisione di escluderlo, invece, racconta esattamente il contrario: sono finiti i tempi in cui il giornalista veniva ricevuto in udienza privata da Francesco insieme alla Ong Mediterranea Saving Humans. Il vecchio cerchio magico ha perso influenza durante il nuovo pontificato e a Damilano tocca ricostruire la rete di contatti da capo, come sta provando a fare avvicinandosi ai vertici agostiniani. Ma Leone non è Francesco e l’accessibilità che esisteva un tempo alle stanze del Papa è solo un lontano ricordo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.