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Il sindaco dem minimizza. Il centrodestra: “Chieda scusa”

Il primo cittadino: “Fdi protegge il governo”. Gasparri: “Noi guardiamo i fatti”

Modena
Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, fuori dall'ospedale di Baggiovara (Modena) dove sono ricoverate alcune delle persone rimaste ferite ieri pomeriggio a Modena dopo essere state travolte dall'auto guidata dal 31enne Salim El Koudri, 17 maggio 2026. ANSA/Elisabetta Baracchi

Karl Marx sosteneva che «La storia si ripete, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa», alla sinistra emiliana e al sindaco di Modena Massimo Mezzetti il filosofo comunista deve piacere così tanto da aver reso la propria posizione sull’attentato di Salim El Koudri una farsa. Tra silenzi imbarazzati, non risposte, giustificazioni a oltranza e negazione dell’evidenza, la sinistra è riuscita a passare dalla tragedia alla farsa, peccato che in questa vicenda non ci sia nulla di farsi visto che una persona ha perso la vita e altre sono state gravemente ferite.

Dopo le rivelazioni de Il Giornale sulle ricerche online di El Koudri su Isis e Bin Laden, il sindaco di Modena Mezzetti continua a non ammettere la matrice terroristica dell’attentato e attacca la destra, in particolare il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Sin dall’inizio ho dichiarato che avremmo atteso l’esito delle indagini per avere il quadro più chiaro possibile e che il responsabile di questo attentato pagasse le sue colpe di fronte alla giustizia».

Eppure, come sottolinea il senatore modenese di Fdi Michele Barcaiuolo «quanto sta emergendo dalle indagini su Salim El Koudri rende ancora più grave la fretta con cui, nelle ore immediatamente successive all’attentato del 16 maggio, il sindaco Mezzetti e una parte della sinistra modenese cercarono di consegnare alla città una spiegazione già confezionata e rassicurante di quanto era accaduto. Da qui l’invito al sindaco a chiedere «pubblicamente scusa a tutti i cittadini».

Ma è tutto il centrodestra a sottolineare come non si sia trattato solo del gesto di un «folle» a cominciare proprio da Galeazzo Bignami: «I dati emersi dall’analisi del cellulare e del computer dell’attentatore parlano chiaro e delineano un quadro di radicalizzazione e premeditazione ideologica che non può e non deve essere ignorato. Altro che squilibrio mentale».

Secondo la responsabile immigrazione di Fdi Sara Kelany: «Quanto commesso da Shalim El Koudri è gravissimo perché ha radici nel fondamentalismo islamico e la narrazione della sinistra e della stampa simpatizzante è incommentabile quanto pericolosa».

Per il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (foto) invece «alla fine Salim El Koudri non era soltanto un folle. Emerge, infatti, su Il Giornale, che nei mesi precedenti all’attentato di Modena aveva cercato in maniera ossessiva notizie, immagini e video legati al terrorismo jihadista. Minimizzare una tragedia del genere non è stato saggio fin dall’inizio - aggiunge Gasparri - Di fronte al terrorismo e a chi diffonde propaganda estremista non possono esserci ambiguità». Immediata la risposta di Mezzetti: «I parlamentari Barcaiuolo, Dondi e Gasparri provano maldestramente a coprire la responsabilità dei ministri del loro governo». Ed è ripartito il botta a risposta con Gasparri: «Respingo al mittente le critiche del sindaco di Modena del Pd che, non capisco per quali ragioni, continui a minimizzare la vicenda. Noi guardiamo i fatti».FraGiub

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