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Insulti, profanazioni e violenze antisemite. Ma il Campo largo fa finta di non vedere

Gli istituti di monitoraggio registrano un’impennata di discorsi e atti ostili dopo il 7 ottobre. Nel mirino anche edifici religiosi. Intanto la vasta area pro Pal giustifica il suo odio servendosi di un bel paravento politico: l’“antisionismo” e la “critica diretta” a Israele

"A Gaza non c'è un genocidio". La Cpi gela la sinistra mondiale

L’Italia è un Paese sempre meno sicuro per gli ebrei. I dati diffusi dagli osservatori sulla violenza antisemita fotografano una realtà che il campo largo e le sigle (tra cui l’Anpi) che ieri hanno manifestato a Roma contro il Ddl antisemitismo non vogliono vedere. La violenza verbale e fisica contro gli ebrei è un fenomeno cresciuto negli ultimi decenni in Europa e Italia ma esploso dopo il 7 ottobre e la guerra a Gaza.

Secondo il Centro di Documentazione ebraica contemporanea (Cdec) gli episodi registrati sono passati da 241 nel 2022, a 454 nel 2023, 877 nel 2024 e 963 nel 2025. Lo scorso anno 320 episodi sono avvenuti materialmente e 643 online con un incremento delle aggressioni fisiche del +225% rispetto al 2024. Si tratta di dati raccolti dall’Osservatorio Cdec facendo propria la definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra). È importante tenere in considerazione che, quando ci si riferisce all’antisemitismo, si intende un fenomeno eterogeneo che si concretizza in varie forme. Le aggressioni fisiche e le minacce contro le persone ebree sono la modalità più visibile ma non l’unica. Episodi come i vandalismi e le profanazioni di sinagoghe, cimiteri, monumenti e simboli ebraici oltre a scritte e graffiti antisemiti sono cresciuti come non mai negli ultimi anni. Non mancano discriminazioni nella vita quotidiana nei confronti di persone ebree che indossano la kippah o la stella di David o parlano in ebraico che hanno subito aggressioni o insulti.

Proprio gli insulti sono tristemente diventati la norma in numerose manifestazioni pro Pal indette durante la guerra a Gaza con cartelli e striscioni di stampo antisemita registrando gli atti più gravi nelle regioni del Nord e del centro Italia, in particolare in Lombardia e Lazio.

Molti gruppi pro Pal, collettivi, antagonisti nascondo il proprio antisemitismo dietro la scusa di criticare Israele e le sue politiche rivendicando il proprio contrasto al sionismo e la distinzione tra antisionismo e antisemitismo che però nei fatti finiscono per equipararsi. Ma è online, spesso nascosto dietro commenti fatti con profili fake, che l’antisemitismo esplode. Tra negazioni della Shoah, simbologie usate da mondi estremisti, complottisti, la comunità ebraica italiana viene presa di mira.

Solo nell’ultimo anno e mezzo si sono registrati numerosi episodi preoccupanti. Per citare alcuni dei più noti, nel luglio 2025 in un autogrill a Lainate un padre e un figlio ebrei francesi sono stati insultati «assassini, tornatevene al vostro paese» per poi essere presi a calci e spintoni. Ad agosto e settembre dello stesso anno due diverse coppie di ebrei riconoscibili perché gli uomini indossavano la kippah sono state aggredite per strada a Venezia.

Il mese scorso a Roma un turista francese di 22 anni è stato aggredito per ben due volte prima con spray al peperoncino, poi con calci mentre il suo aggressore, un 31enne algerino poi identificato e denunciato, urlava «free Palestine».

A dicembre 2025 a Monteverde a Roma è stata vandalizzata la sinagoga Beth Michael e imbrattata la targa in memoria di Stefano Gaj Taché, il bambino di 2 anni ucciso nell’attentato palestinese del 1982 alla Grande Sinagoga mentre il murales con Anna Frank e Primo Levi a Milano è stato imbrattato più volte. Che dire poi dei numerosi atti di violenza verbale o dei gesti spesso non denunciati come il rifiuto di servire in ristoranti, di accogliere in hotel o di portare in taxi clienti israeliani.

Alla luce di questa situazione opporsi a una legge contro l’antisemitismo appare incomprensibile poiché significa togliere uno strumento di contrasto all’odio verso gli ebrei a meno che la sinistra non lo faccia per tornaconto politico strizzando, per l’ennesima volta, l’occhio ai mondi pro Pal radicali.

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