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“Israele Stato illegittimo, va annientato”. Il post choc del segretario di Circolo del Pd

La teoria di Gamba è stata formulata il 1 aprile su X in una discussione incentrata sulle strategie di Donald Trump

Post di Michele Gamba su X
Post di Michele Gamba su X
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La sinistra istituzionale sembra aver perso contezza del galateo diplomatico nelle questioni che riguardano il conflitto mediorientale. Che l’attuale opposizione di governo abbia posizioni talvolta radicali in alcune sue espressioni non è una novità ma quando queste espressioni arrivano da esponenti del Partito democratico, che si professa tutore della Costituzione e della democrazia, l’impatto è molto diverso. L’ultimo suo esponente a esporsi in maniera scomposta, per usare un eufemismo, è Michele Gamba, segretario del Circolo 2 di Monza del Partito democratico, il quale nella sua presentazione social si dichiara anche “marxista e anticapitalista”.

Discutendo in una conversazione su X in merito alla guerra in Iran, in cui si faceva notare che “se grazie al Presidente Trump cadranno i regimi criminali in Iran, Venezuela e Cuba favorendone la transizione alla democrazia, il vantaggio geopolitico sarà enorme e verrà ricordato come l’eroe del 21° secolo” e che “Trump sta provando a distruggere un regime che da 47 anni è nemico dell'Occidente”, Gamba è intervenuto con una teoria molto particolare. “L’Iran poi non è nemico dell’Occidente, ha sempre avuto ottimi rapporti con l’Italia ed è piuttosto nemico di Israele (giustamente, Israele è uno Stato illegittimo e terrorista, e va annientato)”, ha scritto l’esponente del Partito democratico.

Ora, come possa far parte di un partito che si professa “democratico” un politico che invoca l’annientamento di uno Stato è tutto da capire. Ma, soprattutto, Gamba non è nemmeno il primo esponente del Pd ad esternare posizioni così radicali in merito al conflitto in medioriente. La conversazione risale al 1 aprile 2026, da quel giorno nessuno ha replicato a Gamba, forse per evitare che la discussione scivolasse su abissi ancora più oscuri. Troppo spesso gli esponenti dei partiti locali dimenticano che anche sui social rappresentano il loro partito e, soprattutto, che i social non sono lo sfogatoio senza regole dove tutto è consentito.

È probabile che nessuno dalla segreteria regionale o nazionale abbia avuto modo di leggere questa teoria di un suo segretario di Circolo, sicuramente giovane ma non per questo giustificato in certe esternazioni. Chissà cosa sarebbe successo se a scrivere certe frasi fosse stato un esponente di un qualunque partito del centrodestra. O forse si sa benissimo cosa sarebbe successo, senza bisogno di immaginarlo.

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