La Festa dell’Unità apre le danze oggi, a Reggio Emilia. «Abbiamo circa 74 iniziative, con oltre 255 ospiti. 12 spettacoli e concerti tra cui Subsonica, Cristiano De Andrè, Elio e le Storie Tese», ha spiegato Igor Taruffi, l’uomo macchina di Elly Schlein. Chiuderà il 13 settembre il comizio finale della segretaria del Pd. Ma è nei dibattiti che si annidano le sue mosse. Quest’ultima si muove già da candidata in pectore e ha messo a terra una programmazione utile a tenere insieme i vari petali della compagine. L’arena, dove si svolgeranno gli incontri, è stata dedicata a Francesco Guccini, recentemente scomparso. Ed è lì che si alterneranno tante realtà della società civile.
Ad esempio, ci sarà la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, che si confronterà con Giorgio Gori, punta di diamante dell’anima riformista. Mentre Maurizio Landini, capo della Cgil, si troverà a dialogare con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, un panel moderato dal responsabile economico del Pd, Antonio Misiani, un modo per tenere insieme le richieste degli imprenditori e quelle del sindacato rosso. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, avrà un faccia a faccia con il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri.
Attenzione particolare verrà rivolta al dibattito del 4 settembre perché si potrà assistere al confronto tra Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, e Paolo Gentiloni. Un tavolo che nei piani alti del Nazareno è stato ribattezzato quello «del terzo uomo», perché sia Gentiloni sia Gualtieri vengono annoverati come federatori del campo largo nel caso in cui Conte e Schlein facciano un passo di lato. Parteciperanno alla festa anche Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e stimato sia in casa Pd sia nel M5S, e Beppe Sala. Il tutto senza perdere di vista i padri nobili: Rosy Bindi, Pier Luigi Bersani e soprattutto il primo segretario del Pd, Walter Veltroni.
Sfileranno tutti i leader del centrosinistra, ad eccezione di Carlo Calenda. Segno che ad oggi appare assai difficile che Azione possa rientrare nell’alveo del campo largo. Da programma, nessun esponente del centrodestra. Se Nicola Fratoianni, leader di Avs, si confronterà con l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli; Matteo Renzi, ex segretario del Nazareno oggi a capo di Italia Viva, se la vedrà con l’ex diccì Dario Franceschini, che ha fatto sapere ieri in un’intervista al Corriere di convivere con il Parkinson. Occhio a cosa dirà Stefano Bonaccini, presidente del Pd. Infine, i riflettori verranno puntati su Giuseppe Conte, l’avversario di Elly. L’applausometro è già pronto.
