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La maggioranza fa quadrato e blinda la nuova legge elettorale. Cosa può succedere adesso

La riforma va avanti con il sostegno compatto dei partiti di governo e con il no pressoché unanime delle opposizioni

Il tabellone con il risultato della votazione in aula alla Camera, al termine del voto di fiducia posto dal governo sull�articolo 2 del disegno di legge elettorale, Roma, 06 ottobre 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

La maggioranza fa quadrato e blinda la nuova legge elettorale. Alla Camera il governo supera un altro ostacolo e incassa la prima fiducia sull’articolo 1 dello “Stabilicum” con 226 sì, 147 no e tre astensioni. Un voto che, al di là dei numeri, segna l’ennesima sfida dialettica e politica su quelle che saranno le regole della prossima sfida elettorale. La riforma va avanti con il sostegno compatto dei partiti di governo e con il no pressoché unanime delle opposizioni. Il provvedimento, ormai giunto al rush finale, cancella i collegi uninominali del Rosatellum e introduce per la Camera un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 3 per cento. È previsto anche il recupero del primo partito sotto soglia all’interno delle coalizioni. Ma il vero punto politico della riforma è il premio di maggioranza: alla coalizione che supera il 42 per cento dei voti spettano 70 deputati aggiuntivi, fino a un massimo di 220 seggi.

È qui che la maggioranza rivendica l’obiettivo di garantire governabilità e stabilità, mentre le opposizioni vedono il tentativo del centrodestra di costruire un sistema capace di proteggere la propria posizione di forza. Una lettura respinta dalla maggioranza che rivendica la necessità di rafforzare il peso della scelta degli elettori.“Ricostruire il rapporto tra governanti e governati” è la formula utilizzata da Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, che difende il premio di maggioranza e il nuovo equilibrio tra preferenze e capilista bloccati.

Per Forza Italia, insomma, la riforma punta a restituire centralità al voto e insieme impedire che la frammentazione politica renda impossibile governare.Dall’altra parte il giudizio è diametralmente opposto. Italia Viva accusa il governo di aver simulato un confronto parlamentare per poi blindare il testo con la fiducia. Avs vota contro e chiede di andare presto alle urne. Elena Bonetti, presidente di Azione, si rivolge direttamente alle deputate del centrodestra chiedendo loro di votare contro la fiducia, puntando il dito contro l’assenza di un meccanismo di alternanza di genere che rischia di ridurre la presenza femminile in Parlamento.

Lo scontro potrebbe però non fermarsi qui. La Rete contro la riforma della legge elettorale ha annunciato ricorsi ai tribunali non appena la legge entrerà in vigore, con l’obiettivo di arrivare davanti alla Corte costituzionale.Il governo comunque procede spedito. Dopo il voto sull’articolo 1, la Camera ha avviato l’esame dell’articolo 2. Anche su questo punto l’esecutivo ha posto la fiducia. Giovedì è previsto il voto finale sul provvedimento con scrutinio segreto, appuntamento su cui si appuntano le speranze dell’opposizione di creare l’incidente parlamentare, come avvenuto a luglio. Ma diversamente da allora la mobilitazione e l’attenzione della maggioranza è altissima.

La tempistica delle urne alimenta il confronto politico. Antonio Tajani esclude, una volta di più, l’idea di un voto anticipato a maggio, dicendosi sicuro che si arriverà alla scadenza naturale di fine legislatura. “Non ci saranno franchi tiratori”, la sua convinzione.La nuova legge, dunque, diventa una partita sugli equilibri che accompagneranno il centrodestra e le opposizioni verso le urne. E i passaggi tecnici vissuti in aula somigliano già a una prova generale della campagna elettorale.

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