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La Schlein prepara l’annuncio. “Pronta a correre da premier”

La segretaria ha già la bozza del discorso per la festa di Reggio Emilia ma restano i nodi. Il rebus primarie e la contrarietà di un pezzo di Pd. Conte la sfida: “Il mio governo? Il più progressista”

In lizza Elly Schlein deve sciogliere i nodi sulla candidatura a Palazzo Chigi; ma il Pd preferisce attendere la nuova legge elettorale prima di convocare le primarie

Roma È la settimana dell’annuncio definitivo o se si vuole della discesa in campo della segretaria del Nazareno. Così, davanti alla platea della festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, domenica poco prima di cena, Elly Schlein guarderà il popolo democratico e dirà chiaramente che vorrà giocarsi fino alla fine la partita della premiership. «Sono disponibile». Con o senza primarie - il cui interrogativo è appeso agli sviluppi della legge elettorale e alla definizione del perimetro della coalizione - la segretaria del Pd non intende lasciare il campo ad altri. L’innercircle di Elly è stato già avvisato. «Da lunedì prossimo non si scherza più», è il refrain di queste ore al Nazareno. Tutto pronto. Elly sarà della partita, la vuole giocare fino in fondo. È la risposta a chi in queste settimane ha messo in moto manovre di sabotaggio. La segreteria è consapevole che all’interno del suo partito esista sempre più di un’onda contraria alla sua candidatura. È la ragione per cui nelle scorse settimane non si è scomposta di fronte alle interviste che sono uscite nel mese di agosto in cui tra le righe esponenti di spicco del Pd criticavano le primarie e nutrivano dubbi sull’azione dell’attuale segretaria.

Sia come sia, Elly partirà da lontano nel lungo discorso di Reggio Emilia che limerà fino all’ultimo minuto utile. Ricorderà che sono vent’anni che la sinistra non vince le elezioni politiche. Era il 2006, un’altra epoca, Romano Prodi guidava l’Unione. «Dopo vent’anni abbiamo l’occasione di fare vincere un’alleanza progressista, con un suo programma che poi è esattamente quello che bisogna fare davanti ai cittadini». Da qui la necessità di restare testardamente uniti, perché soltanto uniti e compatti il centrosinistra può essere competitivo alle prossime elezioni politiche. Concetto che ne porta in dote un altro: mettere da parte le asperità e le divergenze. Ed è il motivo per cui affermerà che nelle prossime settimane occorrerà, a suo avviso, affinare un programma comune. Si partirà da una base, le diverse proposte unitarie che Pd-Avs-M5S hanno depositato insieme: salario minimo, congedo paritario, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Le divergenze però restano sulla politica estera, sulla postura da tenere rispetto all’Ucraina, e ancora sull’analisi dell’exploit di Afd in Germania, sui migranti e sulla sicurezza. Vietato sbagliare questa volta. E le primarie? Romano Prodi dalle colonne di Repubblica ha tratteggiato una direttrice: «Devono essere a doppio turno, quindi con il ballottaggio. E poi non si deve votare online. Questo Paese ha già subito troppe manipolazioni. Chi va a votare non deve mostrare la tessera ma metterci la faccia».

Un discorso che Schlein calibrerà anche in base alle parole che 24 ore prima Conte pronuncerà alla festa di Reggio Emilia. Il leader del M5S rimarca in ogni occasione di essere stato a Palazzo Chigi. Lunedì sera, alla Festa di Avs, ha sottolineato come «il governo più progressista in Italia sia stato il Conte 2». Un modo per auto-candidarsi alla guida della coalizione. L’avvocato del popolo può contare sul sostegno di Goffredo Bettini, oggi direttore di Rinascita e ideologo del Partito Democratico, che ha facilitato la creazione del Progetto Civico di Alessandro Onorato, cespuglio centrista a supporto della candidatura di Conte. Ma da domenica sera il leader del M5S dovrà vedersela con la segretaria del Pd che sarà già entrata in modalità: «Elly for president».

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